Cassazione: nelle intercettazioni anche le frasi criptiche o incomplete fanno prova

La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sentenza n. 29350/2006) ha stabilito che nelle intercettazioni, le frasi criptiche o incomplete fanno prova anche se oscure


www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_3538.asp

I Giudici del Palazzaccio hanno precisato che è compito della magistratura ordinaria verificare se il significato delle conversazioni intercettate sia connotato dai caratteri di chiarezza, decifrabilità dei significati, assenza di ambiguità, in modo da ricostruire senza margini di dubbio il contenuto, il significato complessivo dei colloqui. La Corte ha però precisato che nel caso in cui, per la cattiva qualità dell’intercettazione, per la cripticità del linguaggio, per la non sicura decifrabilità del contenuto, per l’incompletezza dei colloqui o per altre ragioni, venissero a mancare dei requisiti, non si avrebbe mai una automatica trasformazione dell’intercettazione da prova a indizio e che, dunque, anche un’intercettazione poco chiara rimane una prova che dovrà però essere supportata da ulteriori elementi di conferma che possano eliminare u ragionevoli dubbi esistenti. Con questa decisione la Corte ha respinto il ricorso di due contrabbandieri condannati, in sede di appello, sulla base delle intercettazioni ambientali. In particolare il Palazzaccio ha precisato che in tema di intercettazioni telefoniche e ambientali l’interpretazione del linguaggio e del contenuto delle conversazioni è esclusiva dei giudici di merito e quindi insindacabile in Cassazione.

(Data: 20/09/2006 – Autore: Cristina Matricardi)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram
Send Mail 2a1 - Cassazione: nelle intercettazioni anche le frasi criptiche o incomplete fanno prova

Non perdere le novità: iscriviti ai canali social di NL su Facebook e Telegram. News in tempo reale

Ricevi gratis la newsletter di NL