CNT Informa n. 40 – Pubblichiamo un estratto del nuovo numero del bollettino del Coordinamento Nazionale Televisioni

DTT: switch off in Sardegna, restano ancora problemi – Il CNT ricorre all’Antitrust per l’operazione sulla numerazione dei canali in Sardegna – Sviluppi delle indagini sui contributi ex Legge 448 in Campania


DTT SI CONCLUDE LO SWITCH OFF IN SARDEGNA
RESTANO ANCORA I PROBLEMI DECODER E NUMERAZIONE

Lo switch off in Sardegna si è pressoché concluso. I risultati sono, complessivamente, buoni ma restano ancora da risolvere molti aspetti controversi della digitalizzazione. Come, ad esempio, la questione LCN e la necessità di acquistare più decoder per i possessori di più televisori. Ciò a causa di una campagna di informazione molto lacunosa tanto che sono forse milioni gli utenti ancora convinti che sia sufficiente un decoder per garantire l’adeguamento dell’attuale intero parco tv casalingo alla ricezione delle trasmissioni numeriche. Quanto al primo problema, va ricordato che i ricevitori per la televisione digitale terrestre più recenti hanno un sistema di numerazione che consente l’assegnazione automatica ad ogni canale sintonizzato di un numero di riconoscimento, cosiddetto Logic Channel Number, modalità che, come già anticipato dal CNT, sta favorendo i soliti Rai, Mediaset e Telecom. Nei primi decoder, infatti, la memorizzazione dei canali aveva luogo esclusivamente in funzione della numerazione naturale dei canali di trasmissione (dal più basso VHF digitalizzabile al più alto UHF). Ripetute durissime proteste si registrano da parte di Retecapri che dopo aver rifiutato la collocazione sul decoder proposta dal CNID preannuncia azioni legali in tutte le sedi. “Si tratta – ha dichiarato Costantino Federico – di una conventio ad escludendum organizzata da Rai, Mediaset e Telecom e appendici varie per perpetuare la sopraffazione delle altre emittenti conservando tutte le posizioni di privilegio già acquisite con l’analogico.”

IL CNT RICORRE ALL’ANTITRUST PER LA VERGOGNOSA OPERAZIONE SULLA NUMERAZIONE DEI CANALI IN SARDEGNA

E’ solo all’inizio la battaglia del CNT perché vengano applicati quei principi di trasparenza e di parità di trattamento e condizioni che l’AGCom aveva pomposamente dichiarato di voler applicare e che puntualmente sono state disattese alla prima occasione. In Sardegna infatti Rai, Mediaset e Telecom si sono accordati per assegnarsi per prime posizioni sul decoder ai danni delle altre emittenti indipendenti come Retecapri. Ciò che stupisce maggiormente è il silenzio dell’Antitrust ovvero Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dopo aver dormito sonni profondi negli anni in cui imperversava e si consolidava il duopolio Rai – Mediaset permetteva poi l’arrivo del monopolista satellitare Sky. Oggi la televisione è controllata da questi tre soggetti in quanto tutti gli altri operatori messi insieme raccolgono percentuali da prefisso telefonico sia in termini di ascolto che in termini di canali e frequenze che infine in termini di fatturato. Il CNT si rende conto che sarà difficile scuotere dal letargo l’Autorità, ma si attiverà ugualmente per lasciare la testimonianza di un impegno volto alla tutela del pluralismo e della concorrenza che AGCom e Antitrust sembrano poco interessati a perseguire.

ANTITRUST APERTA ISTRUTTORIA SU SKY
RICONOSCIUTA FINALMENTE LA POSIZIONE DOMINANTE

Con provvedimento n. 18932, l’Antitrust ha deliberato l’avvio dell’istruttoria nei confronti di Sky per accertare l’esistenza di una violazione dell’art. 82 del Trattato CE che vieta le intese e l’abuso di posizione dominante. Il CNT sottolinea come, finalmente, è stata ufficializzata e riconosciuta la posizione dominante di Sky da parte dell’Antitrust che, nell’analizzare il mercato di riferimento, ha rilevato che Sky deteneva una quota di mercato del 91,2% nel 2007 seguita da RTI con il 5,4% e la restante parte spartita tra Telecom Italia Media ed altri operatori; la stessa Antitrust ha rilevato, inoltre, che “Sky detiene un insieme di caratteristiche che concorrono a sostanziare la propria posizione di dominanza nel mercato: afferisce a un gruppo attivo nel settore media a livello mondiale; offre una programmazione televisiva che per ampiezza, varietà e qualità non è allo stato paragonabile a quella di altre emittenti a pagamento; dispone di un’elevata forza contrattuale per l’acquisizione di contenuti premium; gestisce l’unica importante piattaforma satellitare attiva in Italia che, nell’attuale contesto tecnologico e di mercato, rappresenta il principale e più diffuso canale di distribuzione di contenuti televisivi a pagamento”. Si attendono ora gli esiti dell’istruttoria.

IL TAR ANNULLA LE MULTE A WIND E TELECOM

Possibile nuova burrasca all’orizzonte. Il Tar Lazio ha annullato le multe inflitte dall’Antitrust per aver veicolato pubblicità ingannevoli relative a servizi da diverse aziende per la fornitura di suonerie per cellulari. Gli utenti ritenevano di partecipare a concorsi e invece si trovavano di fronte a vere e proprie televendite. Dov’è lo scandalo? Decine e decine di multe analoghe sono state comminate dall’Antitrust o dall’AGCom a molte emittenti indipendenti e anche a molte emittenti locali. Verranno annullate tutte queste multe? E’ quello che si chiedono preoccupati gli operatori temendo che ancora una volta si faccia “chi figlio e chi figliastro”. I grandi gruppi imprenditoriali e le multinazionali delle TLC si teme la possano fare franca, mentre per le piccole emittenti la multe vengano confermate.

SVILUPPI DELLE INDAGINI SUI CONTRIBUTI EX LEGGE 448 IN CAMPANIA

Forse è solo la punta dell’iceberg la vicenda che ha portato agli arresti domiciliari titolari e operatori di televisioni locali in Campania. Sembra che le indagini stiano portando alla scoperta di altri fatti clamorosi di operazioni illegittime per aumentare fatturati e assunzioni di dipendenti, ma la notizia più sensazionale è che le indagini potrebbero ora estendersi anche a quelle emittenti che formalmente sembrerebbero in regola.

TELEVISIONE OSSERVATORIO EUROPEO DELL’ AUDIOVISIVO
I DATI 2008 SULLO STATO DEI CANALI

Anche quest’ anno la MIPCOM ha raggiunto il suo obiettivo: l’ Osservatorio Audiovisivo Europeo ha reso noti gli ultimi risultati sulle TV di 29 paesi appartenenti al mercato europeo. I dati che seguono provengono dal database dell’ Osservatorio MAVISE (http://mavise.obs.coe.int), nato nel 2007 a cura della DG Communication della Commissione Europea. L’osservatorio valuta che circa 6500 canali sono attualmente disponibili per il pubblico dell’ Unione Europea. Il database della MAVISE identifica 5068 canali attivi. L’ indagine dell’ Osservatorio sui canali televisivi locali non è ancora ultimata: un’ ulteriore stima porta a credere che sono attive 1.500 piccole stazioni locali nei mercati europei. Progressivamente saranno aggiunte al database. Dei 5068 canali classificati da MAVISE, ben 4663 appartengono ad uno dei 27 paesi della UE o ai due paesi candidati (Croazia e Turchia), mentre 405 provengono da paesi terzi. I 4663 canali europei presenti nel database di MAVISE, sono così suddivisi:
• 381 appartengono al terrestre nazionale (con licenza nazionale analogica e/o digitale)
• 2473 sono diffusi via cavo, via satellite o IPTV (656 di questi sono di un paese con target su uno o più paesi)
• 1809 sono regionali e locali (finestre comprese).
I film e lo sport sono i generi preferiti. Il database di MAVISE permette anche un’ analisi statistica della gamma dei canali secondo il genere. Tra quelli disponibili in Europa nel 2008, i canali generalisti offrono una miscela dei generi diversi, che rappresentano la categoria più grande. Ne sono presenti 376 di questo tipo. Quelli dedicati al cinema costituiscono la maggioranza dei canali televisivi tematici (333), seguiti da quelli sportivi (324), d’intrattenimento (269) e musicali (238). Ci sono inoltre 201 canali dedicati alla finanza ed alle news, 189 per i bambini, 135 che offrono documentari, 110 di lifestyle, 103 di shopping, 69 culturali/educativi e 26 dedicati ai viaggi e alle vacanze.

AGCOM e GDF I DATI DEI PRIMI 9 MESI DEL 2008 DI CONTROLLI
130 LE VIOLAZIONI IN MATERIA DI QUIZ TV, TELEVENDITE ECC.

130 sono state le violazioni con particolare riguardo a pubblicità e televendite, pubblicità di numerazioni telefoniche a sovrapprezzo, qualità e carte dei servizi e irregolarità nella conclusione di contratti a distanza nel settore della telefonia. E’ il risultato dell’attivita’, dei primi nove mesi di quest’anno, eseguiti dal Comando Unita’ Speciali – Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria – (il reparto deputato a svolgere attività di collaborazione con l’Agcom). L’azione di controllo e di ispezione (166 gli accertamenti) – svolta in attuazione del protocollo d’intesa ratificato tra le due istituzioni nel luglio 2002 – è orientata alla verifica degli adempimenti spettanti alle imprese radiotv, dell’editoria e delle TLC in materia di posizioni dominanti, investimenti pubblicitari, obblighi di separazione contabile, pagamento del canone annuo di concessione e tutela dei consumatori nei servizi di comunicazione elettronica.

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