Comitato di applicazione – Codice di autoregolamentazione tv e minori

In quattro anni (scarsi) di attività, il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori ha preso in esame 1542 casi, ha aperto 453 procedimenti, ha adottato 163 risoluzioni di violazione del Codice


Ha inoltre deliberato 141 raccomandazioni e 25 documenti di indirizzo. Ha infine segnalato direttamente all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 94 casi di programmi del tipo “a luci rosse”, trasmessi in orario notturno generalmente su emittenti locali. Questo in sintesi emerge dal consuntivo che è stato illustrato stamane ai mezzi di informazione, alla presenza del Ministro delle Comunicazioni on. Paolo Gentiloni.
Le emittenti colpite da risoluzioni hanno dovuto darne comunicazione nei loro stessi notiziari. Le risoluzioni e le segnalazioni sono state poi via via rimesse all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che in alcuni casi ha archiviato, in altri li ha tuttora in esame, in altri ancora ha erogato sanzioni pecuniarie. Ciò è avvenuto finora per una cinquantina di casi. L’ammontare delle sanzioni pecuniarie è stato aumentato dalla Legge 112 del 2004 (la cosìddetta Legge Gasparri). La sanzione più alta sinora irrogata è ammontata a 200 mila euro; riguarda lo scontro Zequila-Pappalardo in “Domenica In” su RAI 1.
I profili di violazione più spesso rilevati hanno riguardato la violenza nelle sue varie forme, la volgarità, l’offesa alla dignità della persona. Quanto al genere di programmi, le violazioni riscontrate hanno riguardato soprattutto: i film e più in generale la fiction: i talk show, i reality show, i varietà, l’informazione.
Quanto alla ripartizione per emittente, 77 delle risoluzioni hanno riguardato programmi Mediaset, 45 programmi RAI, 14 programmi di “La 7”.
Il Comitato è composto da 15 membri effettivi e altrettanti supplenti, nominati dal Ministro delle Comunicazioni d’intesa col Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Sono espressione per un terzo delle istituzioni, per un terzo delle televisioni, per un terzo dei telespettatori.
Presidente del Comitato è il giornalista Emilio Rossi, già direttore del TG1; vicepresidenti sono il presidente emerito della Corte Costituzionale Riccardo Chieppa e l’ing. Bianca Papini.
Previsto dal Codice di autoregolamentazione, il Comitato è stato poi “legificato” dalla legge di sistema 212/04, trasfuso nel T.U. di cui al D. Legislativo 177/05.
Negli ultimi tempi numerosi fatti in sede istituzionale hanno rafforzato la tutela dei minori. Le linee guida emesse dall’AG.Com e approvate dal Ministro delle Comunicazioni per il contratto di servizio Stato-RAI, la stessa bozza del nuovo contratto triennale, la pronuncia dell’AG.Com che ha rigettato le riserve che la RAI aveva ritenuto di formulare a riguardo della natura e dei poteri del Comitato, hanno portato ad una chiarificazione dei rapporti anomali che si erano venuti a creare. La concessionaria del servizio pubblico ha ora ritirato le proprie pregiudiziali e confermata la propria disponibilità a collaborare.
Si segnala anche la nuova Carta di Treviso a riguardo della privacy e dei minori, varata dall’Ordine dei giornalisti con l’avallo dell’Autorità per la protezione dei dati personali e un Atto di indirizzo deliberato a novembre dall’AG.Com per tutelare, nei programmi televisivi di intrattenimento, la dignità della persona e l’equilibrata crescita fisica, psicologica, morale dei minori.
Infine, in sede europea, è ormai in dirittura di arrivo presso il Consiglio dei Ministri la nuova versione della direttiva “Televisioni senza frontiere”, che rafforza la tutela dei minori.
Proprio in questi giorni 10.800 mila copie del Codice di autoregolamentazione sono in distribuzione a cura del Ministero della Pubblica Istruzione, presso le articolazioni territoriali della scuola italiana. Dal mondo degli insegnanti, delle famiglie, degli stessi ragazzi ci si attende un partecipe interessamento in vista di una televisione migliore soprattutto per le giovanissime generazioni.

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