Déjà vu analogici in ambiente digitale

Riassunto delle puntate precedenti. All’alba del digitale terrestre reale (cioè quattro/cinque anni fa) i big player comprendono prima degli small player le potenzialità dei numeri LCN, cioè l’associazione di cifre identificative ai programmi della tv digitale.

In altri termini ancora, la funzione che consente di ammaestrare il decoder per fargli sequenziare i programmi ricevuti secondo una lista prefissata, confidando sul fatto che la possibilità di creare elenchi personalizzati è astrusa e quasi mai sfruttata dal telespettatore (difficile che qualcuno non collochi Raiuno sul primo numero del telecomando, Raidue sul secondo, Canale 5 sul quinto, ecc.). L’occasione quindi è ghiotta, non solo per salvaguardare le presintonizzazioni storiche sul bastone del comando, ma anche per occupare altri numeri seducenti con nuovi prodotti digitali di forte appeal. Ovviamente le locali e i loro rappresentanti pisolano. E giustamente la strategica funzione elettronica non viene normata, sicché l’utilizzo è gestito dagli operatori in piena libertà. I grandi, pertanto, rastrellano le cifre più stuzzicanti e i piccoli rimangono nel lettino. All’alba del 2008 a qualche piccino locale viene il dubbio di essere stato gabbato e inizia a spolmonarsi. Gli strilli turbano il sonno di qualche messo del telefono azzurro di specie, costringendolo a destarsi. Ma si sa, tra toilette e colazione passa il tempo. Arriviamo quindi ai primi switch-off, allorquando le ex belle addormentate s’accorgono che i numeri LCN più appetibili sono occupati, e da tempo. E allora, dopo qualche infruttuoso tentativo di autoregolamentazione secondo principi improbabilmente condivisi, déjà vu! Rieccoci negli anni ’70-80, con emittenti che si spartiscono le stesse risorse, con la differenza che ora esse non sono più i canali, ma i numeri LCN. La confusione è quindi assoluta: in Piemonte occidentale, dove si è concluso non tanto felicemente lo switch-off, basta fare un bello scanning in VHF e UHF per vedere quante volte il decoder chiederà di scegliere tra conflitti di attribuzione di identici numeri LCN. Chi vincerà? Flash rewind: se negli anni ’70-80 trionfavano quelli dotati di trasmettitori più potenti o di maggiori abilità in sede legale, nel nuovo millennio prevale chi ha marchi doc (e gode del consueto valido supporto giuridico). Perché, secondo voi, nel conflitto di attribuzione LCN tra Canale Grande e Tele Piccolina a chi assegnerà la numerazione l’utente?
 
p.s.
A proposito di dormienti. Ma della vicenda LCN non si doveva occupare l’Agcom, ha detto qualcuno? “E dove sta scritto?”, pare abbia risposto qualcun altro. Lo ricordiamo noi: all’art. 29 bis c. 10 dell’Allegato A alla delibera n 663/06/CONS. Che così recita: “Nel disciplinare di cui al comma 6 l’Autorità stabilisce, altresì, sentite le parti interessate e tenendo conto delle abitudini dei telespettatori e delle esigenze di semplicità di uso dell’apparato di ricezione della televisione digitale terrestre la numerazione da applicare all’ordinamento automatico dei canali ( LCN – Logical channel numbering) offerti su piattaforma digitale terrestre, indicando anche la numerazione che spetterà ai soggetti collocati nella graduatoria di cui ai successivi commi”.
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