Digitale terrestre, delibera Agcom. Vita (PD): si convochi il presidente dell’Autorità. C’è il rischio di una Mammì bis

(ASCA) – Convocare il presidente dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni in Vigilanza Rai per una "audizione specifica” in cui si chiarisca che la delibera per il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale non sia ”una Mammi’ bis”. Lo ha chiesto Vincenzo Vita (Pd) durante l’audizione di oggi del presidente Corrado Calabro’ in Vigilanza Rai, convocata sul regolamento della par condicio per le elezioni europee ma finita inevitabilmente anche sui contenuti dell’attesa delibera dell’Agcom, che ha provocato tra l’altro la sospensione della procedura di infrazione contro l’Italia da parte della Commissione europea. ”Ho chiesto un’audizione specifica su un punto delicatissimo – ha spiegato Vita a margine dell’audizione -: il sospetto che la delibera sia una Mammi’ bis, una legge che fotografa l’esistente moltiplicato al digitale terrestre. Questa delibera poteva essere l’ultima finestra per uscire dal monopolio o duopolio, una sorta di ‘ultimo treno’ per il pluralismo, e invece rischiamo di avere all’ennesima potenza quello che fu la Mammi’ nel ’90 per l’analogico”. Vita denuncia in particolare la presenza di ”due insidie nella delibera dell’Agcom: la prima, per il fatto che se e’ vero che c’e’ lo sbarramento dei cinque multiplex, Rai e Mediaset possono rientrare per le frequenze che si liberano. La seconda riguarda la telefonia cellulare, perche’ non si capisce se gli operatori siano annessi o meno”.
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