Digitale terrestre, Piemonte: figli e figliastri

(Eco del Chisone.it) – Il 20 maggio Rai Due e Rete 4 dicono addio all’analogico – Merlo interroga. Nelle retrovie delle pari opportunità televisive, le valli lo sono da anni. D’accordo, nel frattempo in tanti hanno fatto di necessità virtù e si sono affidati alla parabola satellitare, eppure, anche quando arriva l’annuncio della transizione da analogico a digitale terrestre si ha la percezione di una rivoluzione più subita che vissuta. Al di là di un problema reale che investe le zone montane, come in occasione di ogni grande cambiamento tecnologico l’addio al vecchio sistema di trasmissione ha colto alcuni più pronti ed altri a dir poco tiepidi ed è facile prevedere che il disorientamento dell’utenza crescerà con l’approssimarsi della scadenza del 20 maggio, quando Rai Due e Rete 4 passeranno sul digitale terrestre. Tutte le altre reti seguiranno il cosiddetto switch-off tra settembre e ottobre 2009, secondo quanto stabilito dal protocollo d’intesa stipulato nel 2007 da Regione, ministero delle Comunicazioni e associazione Dgtvi. «Chiediamo di venir a conoscenza delle iniziative del Governo per valutare l’esatta copertura nelle province di Torino e Cuneo. Quali interventi sono previsti per quelle aree non coperte dal servizio? I cittadini svolgono un ruolo di utenti ed a fronte di un canone regolarmente versato pretendono di poter usufruire di una prestazione adeguata, specie quando si tratta di una imposizione come in questo caso», spiega l’on. Merlo, vice-presidente della Commissione di vigilanza Rai e primo firmatario di un’interrogazione rivolta al ministro dello Sviluppo economico. «Le piccole realtà locali – denuncia il deputato – vengono ancora una volta penalizzate». A fronte dell’assenza di copertura, i centri di media e alta valle (Pellice, Chisone e Po) non figurano tra i Comuni interessati al passaggio al digitale, oppure, ad esempio a Luserna, Torre e Rorà, sposa la nuova tecnologia solo Rete 4, mentre Paesana è tra le 12 realtà dove la sola Rai Due dal 20 maggio dice addio all’analogico. Che spezzatino… Le offerte d’acquisto di un decoder si moltiplicano: «Ho partecipato al recente incontro tra gli operatori del settore e non sono state fugate tutte le incertezze. Conosciamo sul territorio la potenza dei ripetitori, per i quali non si prevede un aumento nell’immediato: nella pianura verso Torino non ci sono problemi di copertura ed a Pinerolo la ricezione dei canali del digitale terrestre è mediamente buona (fatte salve alcune zone collinari e precollinari, ndr). È stata illustrata la soluzione all’orizzonte di una piattaforma satellitare opposta a Sky, creata da Rai e Mediaset e chiamata Tivusat. Ci vorrà una parabola ma per i centri sprovvisti di segnale un box servirà almeno a convertire in terrestre il segnale» spiega l’antennista e rivenditore pinerolese Silvio Gianadda. Un decoder per ogni televisore (o si sceglie la stanza "privilegiata" e addio secondo o terzo tv tra le mura domestiche), la verifica circa la compatibilità del proprio apparecchio con la tecnologia digitale (serve la presa scart), le oggettive difficoltà di un singolo utente – in primo luogo le persone anziane – nel districarsi nella giungla del collegamento di fili e prese. Le novità non mancano e il conto alla rovescia sta per iniziare. (Aldo Peinetti
 
 
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