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Diritto di critica. Codacons vince la battaglia in Cassazione: non diffamò SIAE e Cugia

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Si chiude con una definitiva vittoria del Codacons in Cassazione la battaglia legale che ha visto per anni contrapposta l’associazione dei consumatori alla Siae e all’ex membro del Cda della società, Diego Cugia di Sant’Orsola.
La Corte di Cassazione ha infatti assolto con formula piena il presidente Codacons Carlo Rienzi (difeso dagli avv.ti Michele Lioi e Claudio Coratella) dall’accusa di diffamazione perché “il fatto non costituisce reato”, decisione che apre ora una nuova grana legale per Diego Cugia, denunciato in Procura dall’associazione dei consumatori per il reato di appropriazione indebita. La vicenda trae origine da una denuncia del Codacons che, riprendendo un articolo apparso su Dagospia, segnalava un investimento sbagliato da parte della Siae, che portò la società degli editori a perdere 27,6 milioni di euro investiti in titoli Lehman Brothers. Una operazione finanziaria per la quale il Codacons chiese chiarezza, considerati i fortissimi dubbi in merito ad un possibile conflitto di interessi tra Diego Cugia, membro del CdA Siae all’epoca dell’investimento, e il cugino Terenzio Cugia, all’epoca dirigente della Lehman Brothers. Diego Cugia di Sant’Orsola querelò così il Codacons e il suo presidente, ottenendo ragione in Tribunale e in Corte d’Appello, ma le decisioni dei giudici di primo e secondo grado sono state letteralmente stravolte dalla Quinta sezione penale della Cassazione (Pres. Maurizio Fumo, Rel. Caterina Mazzitelli), che ha emesso ora una sentenza nella quale si legge: “La Corte d’Appello avrebbe dovuto limitarsi a riscontrare il nucleo di verità incontestato insito nei comunicati Codacons, pertinente alla materialità dell’investimento effettuato presso la società Lehman ed alla sussistenza di legami familiari tra la parte lesa e Terenzio Cugia, provvisto di un ruolo gestionale preminente presso la società emittente dei titoli acquistati dalla Siae, concretizzando l’esercizio del diritto di critica la manifestazione di interrogativi in proposito, sia pure in forma ironica e allusiva. Ciò tanto più considerata la funzione del Codacons, ente preposto a tutela delle esigenze dei consumatori. Sulla scorta delle considerazioni fin qui esposte si deve pertanto procedere all’annullamento della sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato”. Una sentenza che ora apre un nuovo doloroso fronte legale per Diego Cugia di Sant’Orsola: lo scrittore ha infatti rifiutato di restituire ai cittadini rappresentati dal Codacons 10.000 euro pagati dall’associazione a titolo di provvisionale dopo la sentenza della Corte d’Appello, sostenendo di non avere i soldi per restituire il maltolto e di essere sostanzialmente “troppo povero” per adempiere a tale obbligo. Un rifiuto che ha portato ora il Codacons a denunciare Diego Cugia alla Procura di Roma per il grave reato di appropriazione indebita. (E.G. per NL)