Disservizi Fastweb e associazioni consumatori: “la corporativizzazione dei diritti”

Il gestore telefonico Fastweb fa sapere di aver raggiunto un accordo con le associazioni che fanno parte del Cncu per affrontare, in forma conciliativa e gratuita, i problemi con gli utenti dei propri servizi


Riceviamo e pubblichiamo da ADUC

Firenze, 22 Dicembre 2008. Il gestore telefonico Fastweb fa sapere di aver raggiunto un accordo con le associazioni che fanno parte del Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti presso il ministero dello Sviluppo Economico) per affrontare, in forma conciliativa e gratuita, i problemi con gli utenti dei propri servizi. A parte la fase sperimentale dell’accordo, per un utente che avra’ problemi con questo gestore telefonico, sara’ sufficiente aderire ad un’associazione di consumatori (sembra che, superata la fase sperimentale, anche di associazioni che non fanno parte del Cncu) e adire il tentativo di conciliazione.
La questione, secondo i firmatari dell’accordo dovrebbe avere un aspetto positivo perche’ velocizzerebbe le soluzioni dei problemi.
Ma a nostro avviso non e’ cosi’. Si tratta di una perdita di tempo e soldi per i singoli utenti. Infatti c’e’ gia’ c’e’ il servizio di conciliazione -gratuito- dei distaccamenti regionali (Corecom) dell’Autorita’ delle Comunicazioni, a cui ognuno si puo’ rivolgere senza dover far parte di una specifica associazione (quote di iscrizione, etc.).
Ognuno e’ ovviamente libero di fare gli accordi che crede con chicchesia, ma quando questo accade da parte di una istituzione (Cncu), con l’imposizione di dover essere membro di un’associazione per fruire di un diritto, questo si chiama corporativismo: cioe’ una giustizia e un esercizio dei diritti riservato solo a coloro che fanno parte di altrettanta corporazione, pagando in piu’, oltre a quanto gia’ si paga come contribuenti.
Ovviamente, il nostro consiglio e’ di stare alla larga da servizi del genere che costano piu’ del dovuto e non danno niente di piu’ di quanto gia’ la legge offra.

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