DTT, dividendo esterno (61/69 UHF): se introiti oltre 2,4 mld sì a rinvio anticipo Irpef. Ma tv locali non ci stanno a mollare canali che occupano da 35 anni

Il governo Berlusconi punta a finanziare il rinvio del pagamento dell’anticipo Irpef per gli anni dal 2011 al 2013 con gli introiti delle aste per le frequenze del dividendo esterno qualora essi superassero i 2,4 miliardi previsti.

E’ quanto si può leggere nella bozza aggiornata del decreto sulla manovra 2011-2014 discusso dal consiglio dei ministri oggi. Nel testo del provvedimento è riportato che, nel caso in cui dalla vendita delle frequenze "derivino proventi superiori a 2.400 milioni di euro, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro il 31 ottobre del 2011 su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze, è differito il versamento dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo di imposta 2011 e per i due successivi, nei limiti stabiliti con lo stesso decreto". Tuttavia, sulla effettiva liberazione entro il 31/12/2012 delle frequenze più appetibili tra quelle destinate allo sviluppo del web mobile (che in Italia rischia il collasso per la carenza di infrastruttere in grado di recepire l’incessante richiesta di banda avanzata da smartphone e tablet pc), cioè quelle intorno agli 800 MHz (i canali 61/69 UHF) – ambite per la loro capacità di penetrazione indoor – vi sono molti dubbi. Gli attuali occupanti i canali 61/69 UHF, le tv locali che li presidiano da 35 anni, hanno infatti minacciato una guerra giudiziaria in assenza di solide garanzie di riassegnazione di altri canali o di un equo indennizzo ben superiore al 10% degli introiti dell’asta fino ad un massimo di 240 mln di euro fissato dalla legge di Stabilità. (A.M. per NL)
 
 
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