DTT, Lazio. Grane maggiori del previsto per la prima macroarea di switch-off. L’assessore alla Tutela dei consumatori Maruccio: “No al 16 giugno”

Ci siamo. Tra pochi giorni scatterà lo switch-over della prima macroarea televisiva italiana.

Il Lazio sarà infatti il laboratorio per l’analisi dei problemi delle grandi aree urbane chiamate a prepararsi allo switch-off analogico/digitale (anche se per alcuni i dolori maggiori saranno sofferti in Campania ed in Lombardia).Le criticità della vicenda sono note: altissima densità demografica (e quindi elevato potenziale di utenza in panne); numero imponente di emittenti attive (si dice che forse non ci sarà spazio per tutte le locali attualmente in esercizio); popolazione ancora impreparata all’evento sul piano tecnico. Una bomba ad orologeria, per i pessimisti. La dimostrazione che il digitale è un processo quasi indolore, per gli ottimisti. Alla particolare situazione del Lazio ha dedicato un interessante articolo il periodico dei consumatori Il Salvagente, nel seguente pezzo a firma di Michela Rossetti che ben riassume i principali temi della migrazione tecnologica.
 
"Mancano pochissimi giorni all’avvio dello switch over del digitale terrestre nel Lazio (la data fissata è il 16 giugno) e l’assessore regionale alla Tutela dei consumatori, Vincenzo Maruccio, propone una proroga della scadenza fatidica al 1° agosto. “Quella che potrebbe essere una grande opportunità, se non addirittura un momento epocale per l’evoluzione della tecnologia nel nostro Paese, rischia di trasformarsi in un boomerang a danno dei cittadini – dichiara Maruccio. "Gli utenti non sono pronti – continua l’assessore – ad affrontare questo passaggio a causa di un’informazione carente. Molti non sanno nemmeno che cosa sia lo Switch Over, altri ne hanno sentito parlare ma non hanno ricevuto indicazioni utili su come attrezzarsi".
 
"Più attenzione agli anziani…"
 
Un problema sono, in particolare, gli anziani che si vedrebbero privati di due reti importanti per loro come RaiDue e Rete4. Le persone di una certa età – dice Maruccio – " la cui unica compagnia è spesso la televisione, che non sono stati assistiti in alcun modo e che si ritroveranno ‘al buio’ senza capire perché. Parliamo di servizi per cui i cittadini del Lazio, come gli altri, pagano un canone”.
 
Sono intervenute le associazioni dei consumatori
 
“Le associazioni dei consumatori – aggiunge Maruccio – mi hanno scritto, dopo le numerose lamentele arrivate presso i loro centralini, chiedendomi lo spostamento della data dello Switch Over. Richiesta che trovo pertinente, data la carenza comunicativa e il ritardo del governo, e che ho girato al presidente Marrazzo”.
 
Marrazzo ha scritto a Romani
 
“Di fronte ad un evidente corto circuito informativo e di comunicazione che potrebbe penalizzare i cittadini del Lazio continua l’assessore – il presidente Marrazzo ha scritto al viceministro Romani chiedendo un differimento della data dal 16 giugno al 1° agosto, affinché ci sia più tempo per illustrare le modalità del passaggio ai telespettatori e la Regione possa, per quanto nelle sue competenze, stare accanto alle esigenze dei consumatori”.
 
Mdc Lazio: bene posticipare lo switch over, ma basterà?
 
L’associazione regionale Movimento difesa del cittadino apprezza la proposta dell’assessore alla tutela dei consumatori della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, di posticipare la prima tappa del passaggio televisivo al digitale.
“Maruccio ha dato una risposta alle richieste delle Associazioni dei consumatori”, dichiara Mdc Lazio, “che hanno ricevuto negli ultimi giorni numerose segnalazioni e proteste dai cittadini, colti alla sprovvista alla notizia dello swich over”.
Livia Zollo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino Lazio, spiega che l’iniziativa dimostra la preoccupazione e l’interesse dell’assessore ad andare incontro ai cittadini, ma evidenzia come si dovrebbe contemporaneamente pensare ad altri interventi. “La campagna d’informazione appena avviata doveva quantomeno essere iniziata a inizio 2009 per dare la possibilità anche alle fasce più deboli della popolazione di capire e di organizzarsi in tempo”: spiega Livia Zollo. Che sottolinea anche il disagio economico delle famiglie: “Quello che più ci preoccupa ora è sapere da Governo e dalla Regione Lazio l’ammontare dei sussidi previsti (e se sono previsti!) per agevolare l’acquisto del decoder terrestre per le famiglie disagiate”.
 
Maruccio: i ritardi non dipendono dalla Regione
 
L’assessore alla Tutela dei consumatori del Lazio Maruccio sembra rispondere a distanza, dalla Pisana a Roma, all’associazione regionale di Movimento difesa del cittadino: “La Regione sta facendo tutto ciò che è di sua competenza per accompagnare i cittadini del Lazio nel delicato passaggio al digitale. Il ritardo con cui stiamo arrivando a questo appuntamento (per cui abbiamo chiesto al governo lo slittamento della data dello switch over), e che rende i cittadini impreparati, è da imputare alla mancanza di un’adeguata strategia a livello centrale. E il fatto che si siano registrati problemi anche in altre regioni ne è la controprova”. Maruccio conclude dichiarando che da parte di questa amministrazione “i cittadini avranno tutto il sostegno possibile”.
 
Il Corecom: spese elevate, problemi per antenne e frequenze
 
Anche dal Comitato regionale per le comunicazioni del Lazio arriva l’allarme per il digitale terrestre. Il Corecom chiede di spostare lo switch off, ossia il passaggio definitivo al digitale previsto per novembre, ad aprile. Secondo il Corecom, infatti, nonostante le indubbie opportunità della nuova tecnologia, i disagi rischiano di essere non di poco conto. Iniziando dalle frequenze, al momento non si è in grado di garantire la totale copertura per le emittenti locali, che rischiano in parte di essere tagliate fuori. E non da meno è il problema delle antenne, perché tra il 10 e il 25% degli impianti richiederà interventi. Infine, spiega il Corecom, oltre ai problemi tecnici c’è anche il lato economico relativo all’acquisto dei decoder. La spesa di ogni famiglia, in base anche al numero dei televisori presenti, si aggirerà in media intorno a 170 euro, che ovviamente pesano sul bilancio famigliare.
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