DTT, LCN: domani al CdS si discute l’istanza cautelare di Agcom contro la sentenza del TAR Lazio che ha annullato la delibera 366/10/CONS

Come noto, il TAR del Lazio ha di recente annullato la delibera n. 366/10/CONS della Agcom recante il piano di numerazione automatica dei canali della tv digitale terrestre in chiaro e a pagamento.

Tale fatto ha determinato una vera e propria spaccatura tra le rappresentanze delle emittenti tv: da una parte si è posizionato chi ha salutato con grande soddisfazione la decisione del TAR Lazio (CNT, Comitato Radio Tv Locali, CONNA, REA); dall’altra chi ha contestato l’orientamento dei giudici amministrativi (Aeranti-Corallo  e DGTVi, quest’ultima rappresentante  i player nazionali). Così, con comunicati di segno diametralmente opposto, gli enti esponenziali hanno stimolato interventi ad adiuvandum o ad opponendum nel giudizio di secondo grado promosso tempestivamente da Agcom avanti al Consiglio di Stato. Su queste pagine, nel corso del corrente mese, abbiamo ospitato le tesi dei vari sindacati attraverso diversi comunicati. Ora, gli ultimi in ordine di tempo sono giunti dalle associazioni Aeranti-Corallo e dal CNT alla vigilia della camera di consiglio del 30/08/2011, allorquando al Consiglio di Stato si discuterà l’istanza di sospensione dell’efficacia della sentenza del TAR, già congelata dal decreto inaudita altera parte concesso dai giudici di secondo grado. La delibera impugnata, ricorda Aeranti-Corallo in una nota inviataci poco fa, "ha previsto, tra l’altro, per l’emittenza locale 10 numerazioni tra le prime 20 (dove possono trovare allocazione, in base ai criteri stabiliti dall’Agcom, circa 350-400 tv locali considerando le riutilizzazioni delle numerazioni su basi provinciali, interprovinciali e subregionali) e, complessivamente 39 numerazioni tra le prime 100, tutte compoLCN20conflitto20canali20Lazio 1 - DTT, LCN: domani al CdS si discute l'istanza cautelare di Agcom contro la sentenza del TAR Lazio che ha annullato la delibera 366/10/CONSste da due cifre (evitando così disparità di trattamento tra le emittenti locali). Al riguardo, l’Agcom e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno proposto appello al Consiglio di Stato chiedendo la riforma, previa sospensione, di dette tali sentenze. Nell’ambito di tali giudizi è stata sospesa l’esecutorietà delle citate sentenze con provvedimenti cautelari monocratici e, quindi, la delibera n. 366/10/CONS della Agcom ritornata nuovamente efficace. Le istanze di sospensiva verranno ora riesaminate in sede collegiale (come previsto dal Codice di procedura amministrativa) all’udienza del 30 agosto p.v., dove potranno essere confermate, ovvero modificate o revocate. Successivamente, le cause dovranno essere trattate anche nel merito. Nell’ambito di tali giudizi avanti il Consiglio di Stato, Aeranti-Corallo intervenuta per sostenere la legittimità della delibera 366/10/CONS dell’Agcom e per chiedere, conseguentemente, la riforma previa sospensione, delle sentenze del Tar Lazio. Analogo intervento è stato effettuato dalla Associazione FRT". "L’iniziativa di Aeranti-Corallo – spiega l’associazione – ha ricevuto grandissimo consenso tra le imprese associate; infatti, nonostante il periodo feriale e la conseguente assenza dagli uffici, quasi tutti gli editori televisivi locali di Aeranti-Corallo hanno inviato all’associazione una nota di sostegno all’intervento avanti il Consiglio di Stato (NB: il fronte opposto dichiara lo stesso atteggiamento da parte dei propri iscritti, ndr). La preoccupazione degli editori televisivi locali, infatti, quella di evitare l’apertura di una fase molto lunga di mancanza di regolamentazione in materia, con la conseguente riproposizione del caos nella individuazione dei programmi che ha caratterizzato le trasmissioni digitali in Lazio, Campania e Piemonte Occidentale nel periodo compreso tra gli ultimi mesi del 2009 e la fine del 2010; tale situazione, che si verificherebbe in ipotesi di conferma da parte del Consiglio di Stato dell’annullamento della delibera n. 366/10/CONS disposto dal TAR Lazio, comporterebbe conseguenze particolarmente negative per le tv locali che, essendo i soggetti più deboli del sistema, necessitano di maggiori certezze di posizionamento sul telecomando. Gravi disagi si verificherebbero anche per l’utenza. Inoltre, in sede di emanazione dell’eventuale nuovo provvedimento potrebbero essere rimessi in discussione i posizionamenti faticosamente ottenuti dall’emittenza locale nella delibera n. 366/10/CONS, conantenne20radiotelevisive20costruzione 1 - DTT, LCN: domani al CdS si discute l'istanza cautelare di Agcom contro la sentenza del TAR Lazio che ha annullato la delibera 366/10/CONS conseguente marginalizzazione della stessa a numerazioni per lo più secondarie", conclude il comunicato di Aeranti-Corallo. Di tenore assolutamente contrario è invece la nota pervenutaci pochi minuti fa dall’associazione CNT, che riporta il contenuto di una lettera indirizzata ad Agcom e al MSE-Com, che di seguto riportiamo. "martedì 30 Agosto il CDS dovrà confermare o denegare la sospensiva concessa inaudita altera parte dal Consigliere delegato della sesta sezione del Consiglio di Stato  dott. Bruno Rosario Polito alle sentenze del Tar Lazio che hanno riconosciuto  i profili di illegittimità denunciati e quindi hanno proceduto a sentenziare l’annullamento della delibera 366", esordisce la nota dell’ente presieduto da Costantino Federico. "Non vi è dubbio alcuno che il CDS confermerà le valutazioni del Tar anche perché le due sentenze hanno affrontato solo alcuni aspetti e alcuni punti della deliberazione AGCOM 366/10/CONS  particolarmente evidenti nella loro illegittimità. A questi si aggiungeranno gli altri rilievi e le sicure censure che il giudice amministrativo rileverà negli altri giudizi sempre avverso la delibera AGCOM 366/10/CONS non ancora oggetto di provvedimenti pur essendo già calendarizzate le udienze dei relativi ricorsi – continua il CNT -A modesto avviso degli scriventi gli ulteriori profili di illegittimità sollevati nei giudizi  ancora pendenti sono di tale rilevante evidenza da far ritenere acquisita la definitiva bocciatura di quella delibera adottata forse con eccessiva precipitazione e scarsa verifica per le possibili conseguenze di norme e disposizioni studiate ed inserite surrettiziamente al fine di favorire solo alcuni soggetti sia nazionali che locali i quali mai avrebbero potuto sperare di ottenere legittimamente numerazioni così favorevoli nel posizionamento LCN. Sicuri pertanto del riconoscimento di illegittimità della delibera 366/10/CONS dell’AGCOM non siamo altrettanto sicuri sui tempi per l’applicazione e l’attuazione dei provvedimenti per riportare piena legittimità alla disciplina dei numeri LCN e, quindi, giustizia ed equità nell’assegnazione dei numeri alle emittenti, inclusa la scrivente. Oggi non possiamo prevedere  l’esito della causa all’udienza di martedì 30 agosto, ma sappiamo che “habent causa sidera sua” e, quindi, potremo avere rinvii, differimenti, acquisizioni di atti, rinvii con abbinamento al merito o conferma della sospensiva presidenziale, ma anche l’auspicata revoca e diniego della sospensiva provvisoria. La sostanza non cambia, occorrerà, infatti, rimediare in ogni caso alla situazione esistente (che ha creato, questa sì, confusione, caos e gravissime conseguenze economiche), evitando procedure farraginose e criteri non rispettosi delle situazioni esistenti, che aprono la strada a ulteriori prospettive di ricorsi, anche all’Antitrust, alla Corte Costituzionale e ad ogni altra giurisdizione possibile, comprese quelle comunitarie. Questo scenario ci induce a chiedere nuovamente e con rispettosa fermezza alla  E.V. di intervenire per la specifica competenza  convocando ad horas gli operatori e le associazioni interessati per trovare immediate e giuste soluzioni d’intesa con il MSE – Dipartimento Comunicazioni", conclude la nota del CNT. (M.L per NL)
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