DTT, nuovo superplayer da 5 mux nazionali in arrivo con joint venture Telecom/L’Espresso

Telecom Italia Media ha comunicato di aver siglato un term sheet non vincolante relativo a una possibile integrazione tra la controllata Telecom Italia Media Broadcasting (TIMB) e le attivita’ di operatore di rete di Rete A (controllata dal Gruppo Editoriale L’Espresso).

La lettera di intenti siglata si colloca nell’alveo di un’operazione che ha lo scopo di valorizzare, attraverso una fusione degli asset, le potenzialità di due player DTT singolarmente poco influenti sul mercato. Il progetto in nuce, vedrebbe in prospettiva anche la realizzazione di sinergie industriali tra i due gruppi aziendali. La stipula dell’accordo preliminare – fa sapere Telecom Italia – e’ avvenuta su conforme deliberazione del Consiglio di Amministrazione della società che ne ha condiviso i contenuti, approvando la prosecuzione del negoziato per la definizione di un accordo definitivo (e quindi vincolante), da sottoporre a tempo debito all’approvazione consiliare. L’operazione, soggetta alle autorizzazioni previste dalla normativa applicabile, grazie all’integrazione di cinque multiplexer DTT con copertura nazionale (tre di TIMB e due di Rete A) su un’unica piattaforma tecnologica digitale, creerebbe quello che negli intenti dei protagonisti diverrebbe "l’operatore di rete indipendente leader in Italia" per capacità trasmissiva, sotto il controllo di Telecom Italia Media. Il Consiglio di Amministrazione ha altresi’ preso atto, a parziale miglioramento della situazione patrimoniale della societa’ (che permane nelle condizioni ex art. 2446 c.c.), della rinuncia da parte di Telecom Italia a crediti finanziari nei confronti di Telecom Italia Media per un importo di 10 milioni di euro. L’iniziativa di Telecom Italia appare in controtendenza rispetto alle operazioni condotte nei mesi scorsi che sembravano far pensare ad un disimpegno dell’operatore tlc dal business DTT. Comprensibile invece l’interesse de L’Espresso di rinvenire sul mercato un partner che consenta una presenza – ancorché minoritaria a livello societario – che vada oltre quella attuale, decisamente poco interessante sul profilo tecnico, strategico e commerciale. (M.L. per NL)
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