DTT, switch-off Lazio, Rieti si ribella a oscuramento. E intanto si scopre che RAI sapeva tutto degli impianti ex art 30 D. Lgs 177/2005 in Piemonte

Leonessa, splendida città d’arte (famosa per il Palio del Velluto) in provincia di Rieti, si oppone all’oscuramento televisivo che la colpirà questo mese, con lo switch-off del Lazio.

"Si corre ai ripari per scongiurare, dal prossimo 16 novembre, il black out televisivo dovuto al passaggio dal sistema analogico a quello digitale. Il problema, di non poco conto, riguarderà prevalentemente le zone di montagna del nostro territorio servite prevalentemente da impianti ripetitori gestiti da comuni e comunità montane", spiega il sito della città Leonessa.org, richiamandosi alla nota vicenda degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005, portata all’evidenza sin dall’inverno scorso da questo periodico e che ha già determinato l’annientamento della ricezione tv in vaste aree radioelettricamente disagiate del Piemonte occidentale (e, pur in misura minore, del Trentino Alto Adige). "In prima linea l’Amministrazione provinciale reatina che, sotto la spinta di numerosi enti locali, tra cui la Comunità Montana del Salto Cicolano, insieme ad alcuni addetti ai lavori, si è resa disponibile ad attuare un tavolo tecnico per coordinare le azioni del caso", spiega il sito della città d’arte. "Nel tardo pomeriggio di ieri (23 ottobre, ndr), a Palazzo Dosi, alla presenza di Fabio Melilli, si è svolta una riunione con tutti gli amministratori locali interessati allo switch-off, che in Provincia di Rieti verrà effettuato nella notte del 26 novembre. Presenti l’Amministratore delegato di RAI Way (la struttura tecnica che gestisce i ripetitori RAI), Stefano Ciccotti, e il responsabile del Digitale Terrestre RAI, Luca Balestrieri, insieme a Gennaro Matonti e Gennaro Marrazzo, rispettivamente Direttore dell’Ispettorato Territoriale Lazio e Direttore del 3° Settore Radioelettrico (struttura tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni). Di primaria rilevanza, oltre al normale utilizzo del decoder digitale, le problematiche legate al rinnovo delle apparecchiature dei circa 22 impianti di proprietà di amministrazioni locali. Durante la discussione, il Presidente Melilli si è reso garante per reperire, da parte dell’Ente Provincia, i fondi necessari (circa 160.000,00 Euro) per l’acquisto delle nuove apparecchiature digitali, Leonessa 1 - DTT, switch-off Lazio, Rieti si ribella a oscuramento. E intanto si scopre che RAI sapeva tutto degli impianti ex art 30 D. Lgs 177/2005 in Piemontequesto nell’ambito di un accordo che verrà sottoscritto con la RAI. Durante l’incontro, in cui non sono state trattate le problematiche legate alla ricezione delle tv private (locali e nazionali), è stata realizzata una prima mappatura particolareggiata delle zone che non saranno servite dai ripetitori gestiti direttamente dalla RAI (…) Per quanto riguarda l’offerta dei programmi delle reti RAI, Balestrieri ha tenuto a sottolineare la possibilità di usufruire, gratuitamente per gli abbonati, della piattaforma satellitare TVSAT, che però non garantirà la diffusione dei notiziari del TG Tre Lazio (cosa non proprio irrilevante). Matonti, per conto del Dipartimento per le Comunicazioni, ha garantito un iter accellerato per tutte le pratiche che riguarderanno il rilascio delle autorizzazioni per i rinnovati ripetitori in tecnologia digitale". Il sito della città di Leonessa dà conto anche della corrispondenza intercorsa tra la Provincia di Rieti e la RAI. Il presidente della Provincia Fabio Melili, il 6 ottobre scorso, aveva scritto al viceministro al MSE, Paolo Romani, in merito alle problematiche connesse  al passaggio dall’analogico al digitale per la trasmissioni televisive, spiegando che "dal secondo semestre 2009 è iniziata nel Lazio la progressiva trasformazione del sistema di trasmissione televisiva da analogica a digitale. Secondo le direttive ministeriali lo spegnimento di canali analogici deve essere attuato a partire dal 16 novembre prossimo ed entro e non oltre il 30 dello stesso mese. A quella data si corre il rischio che diverse zone della nostra provincia rimangano al "buio", non potendo più ricevere né il segnale digitale né quello analogico, togliendo di fatto la possibilità a chi non sia dotato di impianto satellitare di potere guardare la televisione. Infatti il passaggio dall’analogico al digitale sarà praticamente "indolore" (eccettuato i disagi connessi all’acquisto e all’utilizzo del decoder) soltanto in quelle zone coperte da segnali ufficiali su canali assegnati alle emittenti aventi diritto. Nel Reatino, come molte altre parti d’Italia, invece molte zone sono coperte da cTerminillo 1 - DTT, switch-off Lazio, Rieti si ribella a oscuramento. E intanto si scopre che RAI sapeva tutto degli impianti ex art 30 D. Lgs 177/2005 in Piemonteanali autorizzati dal Ministero delle Comunicazioni a varie Amministrazioni locali che però entro il 30 novembre prossimi dovranno essere tassativamente disattivati. A partire da quella data, quindi, circa 15 mila residenti della nostra provincia non potranno più ricevere i canali Rai, Mediaset e, in alcuni casi, anche alcune emittenti locali che grazie ai ripetitori delle Amministrazioni locali erano fruibili gratuitamente, se non acquistando un decoder satellitare per ricevere il Bouquet "TVSAT" attivato sul satellite "Hot Bird" dove vengono trasmessi in chiaro i segnali Rai (eccetto Rai Tre Lazio), Mediaset e La7. Per di più alcuni impianti realizzati negli anni dai Comuni, per ovviare all’insufficiente copertura di quelli ufficiali, vengono considerati addirittura illegali. Tale situazione, oltre a creare un gravissimo disagio, andrebbe anche a ledere un diritto a fasce di popolazione che hanno nella televisione il principale se non l’unico mezzo di informazione". Per parte propria, RAI aveva inviato  un appunto sulla vicenda dal quale, incidentalmente, si apprende come essa conoscesse molto bene la situazione degli impianti ex art. 30 D. Lgs 177/2005 del Piemonte occidentale, la cui disattivazione avrebbe determinato il buio televisivo per gli utenti paganti il canone. Stupisce oltre misura, pertanto, che nonostante ciò nulla sia stato fatto per limitare il disastro piemontese. Scriveva il consigliere di amministrazione RAI Guglielmo Rositani: "Gli impianti a cui si fa riferimento nell’articolo sono attivati, spesso autonomamente, da piccoli Comuni e/o comunità montane per la ripetizione locale di segnali Rai e privati. Molto di frequente sono realizzati con apparati e/o impianti d’antenna non professionali ed istallati presso postazioni a volte prive delle più basilari norme di sicurezza. Ad una prima analisi, nell’intera regione Lazio risultano operative 29 di tali postazioni (di cui solo 16 autorizzate dal Ministero) con una copertura di popolazione stimata di circa 11.440 abitanti. Di questi, meno di 8.000 ricadono nella provincia di Rieti. Si ricorda che il servizio televisivo analogico Rai è realizzato, nel Lazio, attraverso 256 impianti distribuiti presso circa 90 postazioni e che gli impianti Rai assicurano alla popolazione del Lazio (5.112.413 persone in base al censimento ISTAT 2001) una copertura completamente in linea con quella nazionale (art. 16 del Contratto di Servizio) ovvero non inferiore al 99% della popolazione per RaiUno e RaiDue e del 97% medio per RaiTre. Gli impianti rieti 1 - DTT, switch-off Lazio, Rieti si ribella a oscuramento. E intanto si scopre che RAI sapeva tutto degli impianti ex art 30 D. Lgs 177/2005 in Piemonteanalogici gestiti direttamente dai Comuni e/o dalle comunità montane, ed autorizzati dal Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni, dovranno essere aggiornati tecnologicamente per potere continuare ad operare anche dopo la transizione digitale; quelli non autorizzati, dovranno essere sanati, a cura dei proprietari, mediante comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lazio, organo periferico competente del suddetto Ministero, in base al Testo Unico della radiotelevisione approvato con il decreto legislativo del 31.7.2005 n. 177 (art. 30 comma 1). Si segnala che, nell’attuale passaggio al “tutto digitale” nella regione Piemonte (province di Torino e Cuneo) dove è elevatissimo il numero delle comunità montane che possiedono impianti per la riproduzione dei programmi RAI, è in fase di perfezionamento da parte della Regione Piemonte un apposito accordo per il sostegno economico delle attività di adeguamento tecnologico degli impianti che prevede un impegno articolato in funzione dell’entità dei bacini di utenza dei singoli impianti. È presumibile (ed auspicabile) che l’iniziativa intrapresa dalla regione Piemonte su tale tema sia riproposta anche nelle altre regioni interessate dallo switch-off. Da ultimo si ricorda che la piattaforma Tivù SAT, avviata dai principali broadcaster nazionali (RAI, Mediaset e La 7) a partire dallo scorso mese di agosto, ha proprio lo scopo di offrire complemento alla copertura terrestre su tutto il territorio nazionale. Tale piattaforma consente quindi l’immediata ricezione da satellite dei programmi Rai nelle aree che, per problemi orografici, potranno essere raggiunte con difficoltà da impianti terrestri. A titolo informativo si segnala che il costo di un decoder Tivù SAT si aggira sui 100 euro".
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