DTT, tra due giorni migra la Campania. Però non si conoscono ancora i canali assegnati agli operatori locali e la popolazione sembra impreparata

Dopodomani inizierà lo switch-off in Campania. Ma le emittenti locali, come era accaduto nel Lazio, non conoscono ancora le proprie assegnazioni.

Il problema non è di poco conto, perché, a poche ore di distanza dallo switch-off, risulta complesso intervenire sui trasmettitori (specie per le reti complesse) per provvedere alla taratura sulla frequenza SFN assentita. Nel dettaglio, i primi due giorni di dicembre interesseranno Napoli e Caserta con le relative province; il 3 e 4 dicembre toccherà a Salerno e a parte della provincia; il 9 e 10 dicembre sarà la volta di Avellino e provincia e dei Comuni della Valle dell’Irno; l’11 dicembre migrerà Benevento e provincia; il 14 dicembre saranno all-digital i comuni del Vallo di Diano; il 15 dicembre si concluderà la transizione per i Comuni del Cilento. Il territorio della Campania è, in un certo senso, sui generis, perché lì, in particolare nella zona di Napoli, operano purtroppo un certo numero di impianti (ed anche intere emittenti, per la verità) irregolari (si registrano ancora oggi episodi di attivazioni durante il week-end). Potrebbe quindi accadere che la fotografia dell’etere scattata dal MSE-Com non corrisponda, in alcune porzioni del territorio, alla realtà e che per rendere efficace il passaggio al DTT l’Ispettorato territoriale dovrà correre a disattivare i diffusori illegittimi. Non ci stupiremmo, infine, di veder comparire il sabato o la domenica, in qualche quartiere napoletano, qualche televisione abusiva analogica, magari negli spazi lasciati liberi per il dividendo digitale. Da verificare poi, il supporto fornito dall’ente regionale, dalle province e dai singoli comuni alla popolazione chiamata all’importante evento. Il timore è, infatti, che una quota significativa dell’utenza campana sia ancora totalmente impreparata alla ricezione digitale.
printfriendly pdf button - DTT, tra due giorni migra la Campania. Però non si conoscono ancora i canali assegnati agli operatori locali e la popolazione sembra impreparata