Editoria. Auci (ex 24 Ore): Il Sole al tramonto? Può risorgere con un “dittatore”

In una recente intervista per il quotidiano ItaliaOggi, Ernesto Auci, ex direttore del Sole tra il 1997 e il 2001 ed oggi presidente di Firstonline, ha espresso il proprio punto di vista sulla preoccupante situazione de Il Sole24Ore, prodotto editoria di Confindustria.
Secondo Auci, sebbene la crisi si sia acuita sotto la direzione di Napoletano e abbia toccato l’apice con lo scandalo degli abbonamenti che ha aperto la vicenda giudiziaria attualmente in corso, le responsabilità sono molto più risalenti e diffuse. Dal 2010 ad oggi ogni direzione, ha avuto il suo ruolo nel creare il dissesto economico del Sole24Ore: a detta di Auci, a partire dalla gestione D’Amato il giornale da strumento tecnico è diventato un organo “al servizio della politica di Confindustria; le posizioni, le assunzioni si sono gestite con logiche tipo Rai e tutto si è degradato, compreso il ruolo del giornale”. L’ex direttore sottolinea come Confindustria, editore de Il Sole24Ore, aveva sempre tenuto un atteggiamento di astensione rispetto al giornale, limitandosi al ruolo – importantissimo – di gestione, mentre negli ultimi quindici anni di attività tutte le correnti interne dell’associazione hanno utilizzato il quotidiano come un canale pubblicitario: “tutti interessati ad avere un titolo in pagina, nessuno che abbia fatto l’editore per portare in edicola un giornale di successo”. Il laissez-faire egoistico di chi, in quattro anni di presidenza Confindustria non vuole assumersi rischi e responsabilità, si è protratto fino a rendere Il Sole24Ore un prodotto non più attraente che, invece di essere venduto e letto, è ristagnato mangiandosi il capitale. La soluzione prospettata da Auci parte proprio dal quotidiano, un ripensamento del piano editoriale in termini qualitativi, un modo di fare informazione sperimentale in grado di rilanciare Il Sole sia sul web, sia – soprattutto – nella versione cartacea. Per far questo, ammette, ci vogliono coraggio e voglia di cambiamento, e non crede di ritrovarli in Guido Gentili, direttore ad interim nominato dopo la messa in aspettativa non retribuita di Napoletano: “Una soluzione pasticciata, non ha senso”, chiosa Auci. Secondo lui la nuova governance avrebbe bisogno di una spinta autoritaria: “Azzererei il cda, lasciando magari solo il presidente Giorgio fossa, ultimo presidente di Confindustria a preservare l’indipendenza del sole. Diciamo che Il Sole andrebbe commissariato per un po’, ci vuole uno stacco. Confindustria dovrebbe farsi da parte e affidare per tre anni il giornale ad un dittatore”. Forse non nei termini estremi auspicati da Ernesto Auci, ma per il quotidiano di Confindustria si vocifera un cambiamento sorprendente. Se la direzione del giornale in dissesto è così temibile da scoraggiare anche il favoritissimo (dalla redazione e da Banca Intesa San Paolo) Ferruccio de Bortoli, tra le candidature per la posizione spunta anche quella di Alessandra Galloni, pluripremiata giornalista italiana (Overseas Press Club Award, Journalist of the Year Award per la copertura del caso Parmalat) laureata ad Harvard, con un master alla London School of Economics, corrispondente del Wall Street Journal per 13 anni ed oggi responsabile dei contenuti per il Sud Europa di Thompson-Reuters. Il nome di Galloni era saltato fuori già quando al Corriere, nel 2014, si cercava un successore proprio di de Bortoli: allora alla giornalista fu preferito il condirettore Luciano Fontana, chissà se questa volta Confindustria vorrà intraprendere il cambio di rotta di cui Il Sole24Ore avrebbe bisogno. (V.D. per NL)
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