Dopo settimane di tensioni e valutazioni economiche (sensibilmente) divergenti sugli asset del gruppo, la trattativa tra GEDI (controllata dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann) ed il gruppo greco Ant1 (dell’editore armatore Theodore Kyriakou, potenziato dai capitali del principe saudita Mohammed Bin Salman) per la vendita del coacervo costituito dalle radio e dalla tv (Radio DeeJay, Radio Capital, m2o, DeeJay Tv, oltre a prodotti ancillari), dalla compagnia di produzione One Podcast, dalla concessionaria pubblicitaria A. Manzoni & C. e dal (poco digeribile) quotidiano La Repubblica (nulla si sa di HuffPost Italia, mentre è escluso dal perimetro il quotidiano La Stampa, diretto verso altri lidi editoriali con la firma di un preliminare annunciato oggi).
Lo stallo di un mese fa, che pareva preludere a una rottura, avrebbe in realtà accelerato il negoziato GEDI-Ant1, portando le parti verso la sottoscrizione del sofferto contratto.
Sintesi
La trattativa tra GEDI Gruppo Editoriale, controllata da Exor ed il gruppo greco Ant1 Media Group per la cessione del polo multimediale (Radio Deejay, Radio Capital, m2o, Deejay Tv, One Podcast, A. Manzoni & C. ed il quotidiano La Repubblica) sembra essere entrata nella fase conclusiva.
Dopo settimane di tensioni ed uno stallo che faceva temere la rottura, il negoziato si sarebbe avviato alla conclusione.
Il principale nodo riguardava la valutazione degli asset: circa (non meno di) 140 milioni richiesti da GEDI contro (non più di) 90 offerti da Ant1.
Negli ultimi giorni, secondo indiscrezioni, sarebbe emersa una possibile convergenza su una cifra intermedia, intorno ai 110 milioni di euro.
I contatti sarebbero ormai saliti al livello dei vertici, con interlocuzioni dirette tra Theodore Kyriakou e John Elkann, mentre gli uffici lavorano già alle bozze dei comunicati ufficiali.
Restano tuttavia alcune limature legate soprattutto alla ristrutturazione organizzativa e al complesso e delicato tema degli esuberi.
L’eventuale acquisizione potrebbe portare alla creazione di un hub editoriale unico sul modello dei grandi gruppi britannici come Global Media & Entertainment e Bauer Media Group, con forti economie di scala e integrazione tra radio, digitale e produzione audio.
Se l’operazione si chiuderà nelle prossime settimane, rappresenterà uno dei movimenti più rilevanti degli ultimi anni nel panorama radiofonico italiano.
GEDI-Ant1 fino al punto di rottura
La trattativa per la cessione di gran parte delle attività editoriale del gruppo editoriale GEDI Gruppo Editoriale, controllato dalla holding della famiglia Agnelli-Elkann Exor, al gruppo greco Ant1 Media Group, sembra ormai entrata nella fase finale. Secondo fonti finanziarie vicine al dossier, il momento di apparente rottura che si era manifestato nelle scorse settimane – e che aveva portato il negoziato su un binario di forte tensione – avrebbe in realtà prodotto l’effetto opposto (o sperato): accelerare la definizione dell’accordo.
Il nodo
Come anticipato da Newslinet poco meno di un mese fa, il nodo principale della trattativa non sarebbe stata tanto la piena convinzione di vendere e comprare, quanto la distanza tra la valutazione degli asset del gruppo GEDI di cui trattasi (stimata in almeno 140 mln da Exor) e l’offerta formulata dalla controparte (90 mln, tutto compreso).
Punto di incontro sul prezzo
Secondo le informazioni raccolte negli ultimi giorni, il compromesso potrebbe essere stato trovato – come da manuale – su una cifra intermedia (circola la voce di 110 milioni di euro, che rappresenterebbe un punto di equilibrio tra le diverse valutazioni patrimoniali e finanziarie degli asset coinvolti).
Fuori dai confini dei tavoli tecnici
Il punto di svolta delle fasi più recenti sarebbe il confine dei tavoli tecnici: fonti convergenti indicano infatti che i vertici dei due gruppi – Theodore Kyriakou, leader di Antenna Group (Ant1) e John Elkann, ceo di holding Exor, che controlla GEDI – starebbero parlando direttamente per definire gli ultimi dettagli dell’operazione che porterebbe all’alienazione delle controllate Elemedia (cui fanno capo Radio DeeJay, Radio Capital, m2o, DeeJay Tv, oltre a prodotti radio ancillari ed alla compagnia di produzione One Podcast), A. Manzoni & C. (storica concessionaria pubblicitaria del gruppo), in aggiunta al quotidiano La Repubblica.
Chiuso accordo per La Stampa con Sae
Non è chiaro se anche l’HuffPost Italia andrà ai greci, mentre è escluso dal perimetro il quotidiano La Stampa, diretto, come già approfondito su queste pagine, verso altri lidi editoriali a seguito della firma di un preliminare annunciato poco fa (“ll gruppo Gedi e il gruppo Sae comunicano di aver firmato il contratto preliminare di cessione a quest’ultimo del quotidiano la Stampa”).
Pronti i comunicati stampa
Parallelamente, gli uffici delle due società sarebbero già al lavoro sui documenti operativi e persino sulle bozze dei comunicati stampa che accompagnerebbero l’annuncio ufficiale del deal. Segno, questo, che l’intesa industriale sarebbe ormai sostanzialmente raggiunta.
Le limature
La firma definitiva, tuttavia, non sarebbe ancora arrivata.
Residuerebbero, infatti, alcune limature da definire, in particolare sul tema più sensibile della ristrutturazione organizzativa successiva all’acquisizione. In altre parole, il capitolo degli esuberi (tra cui, sembra, 66 giornalisti) e della razionalizzazione delle strutture operative, per i quali i compratori vorrebbero garanzie.
Riorganizzazione significativa
Proprio questo punto rappresenterebbe uno degli snodi industriali più rilevanti dell’intera operazione.
L’ingresso di Ant1 nel sistema GEDI porterebbe, infatti, ad una riorganizzazione significativa delle attività editoriali, tecniche ed amministrative.
In questo scenario torna d’attualità una prospettiva che Newslinet aveva anticipato già mesi fa: la possibile creazione di un hub unico, sul modello adottato dai grandi gruppi britannici, cui Ant1 si ispira.
Modello UK
Un assetto industriale che ricorda le strutture centralizzate sviluppate nel mercato UK, dove player come Global Media & Entertainment e Bauer Media Group hanno progressivamente concentrato funzioni produttive, tecniche e amministrative in centri operativi condivisi, mantenendo invece separate le identità editoriali dei singoli brand.
Un modello peraltro già applicato proprio da Ant1, che consentirebbe significative economie di scala ed una maggiore integrazione tra contenuti lineari, produzione digitale e distribuzione (live ed on demand) multipiattaforma.
Ant1 Group
Fondato nel 1989 dal magnate greco Minos Kyriakou (scomparso nel 2017), con sede ad Atene, il gruppo editoriale si è sviluppato fino a diventare uno degli attori principali del panorama media ellenico, con ramificazioni nell’Europa orientale, nel Nord America ed in Australasia, Il fulcro dell’attività del gruppo – oggi guidato figlio del fondatore, Theodore Kyriakou – è costituito da Ant1, storica rete televisiva privata che per anni ha detenuto un ruolo di primo piano in Grecia, con programmi generalisti ed un seguito consolidato.
Oltre la tv
Ma Ant1 Group non è solo televisione: nel corso del tempo ha ampliato il suo raggio d’azione fino a coprire diversi settori dell’industria mediale. Oltre al broadcasting televisivo (il gruppo è presente, oltre che in Grecia, anche a Cipro, Romania, Ungheria, Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca), l’azienda opera anche nel campo della radiofonia, con emittenti di proprietà in Grecia (Easy 97.2 FM e Rythmos 94.9 FM), Cipro (Ant1 FM 102.7 & 103.7), Romania (Kiss FM, Magic FM, Rock FM) ed ha sviluppato interessi in editoria, musica (case discografiche), servizi digitali, telecomunicazioni, istruzione mediatica e venture digitali (investimenti in startup legate al mondo digitale).
Movimenti tellurici in arrivo
Se l’operazione dovesse effettivamente chiudersi nelle prossime settimane, il passaggio delle attività GEDI sotto l’orbita del gruppo greco rappresenterebbe uno dei movimenti più rilevanti degli ultimi anni nel panorama editoriale (ed in particolare radiofonico) italiano.
Implicazione strategiche diffuse
Non solo per il valore economico dell’operazione (che ovviamente influenzerà , al ribasso, quello di tutte le altre stazioni), ma soprattutto per le implicazioni strategiche sul futuro assetto industriale del comparto.
Penna alzata sul foglio
Per il momento, tuttavia, la parola definitiva attende la firma finale. Che, secondo diverse fonti vicine alla trattativa, potrebbe arrivare non appena verranno definite le ultime condizioni legate alla ristrutturazione organizzativa, magari con una clausola contrattuale earn-out, che possa prevedere il pagamento differito di una parte del prezzo al raggiungimento di specifici obiettivi.
Un dettaglio, invero, tutt’altro che marginale. (M.L. per NL)




























