Editoria: il mercato italiano su cui incide la riforma

6,7 miliardi di euro, di cui 3,8 derivanti dalle vendite delle pubblicazioni e 2,8 dalla raccolta pubblicitaria: è il valore complessivo del mercato dei quotidiani e periodici in Italia, secondo i dati relativi al 2005 riportati nell’indagine Antitrust


dalla newsletter del sito Franco Abruzzo.it

(di Elisabetta Stefanelli-Ansa)

Roma, 10 agosto 2007. 6,7 miliardi di euro, di cui 3,8 derivanti dalle vendite delle pubblicazioni e 2,8 dalla raccolta pubblicitaria: è il valore complessivo del mercato dei quotidiani e periodici in Italia, secondo i dati relativi al 2005 riportati nell’indagine Antitrust dedicata al settore. E’ su questo mercato che va ad incidere il nuovo disegno di legge presentato dal sottosegretario all’editoria Ricardo Franco Levi, a cui ha dato il via libera il Consiglio dei ministri. In Italia le imprese attive nel settore sono 2.400 circa, le prime cinque sviluppano il 36% circa della produzione nazionale e alle prime 18, quelle che hanno un fatturato superiore ai 50 milioni di euro, è riferibile il 55% della produzione complessiva.

Da segnalare la particolare situazione delle testate politiche, a cui il ddl dedica un capitolo a parte ridisegnando il sistema dei contributi diretti. Secondo i dati riportati dall’Autorita’ garante per la concorrenza e il mercato i quotidiani politici non superano l’1% dei ricavi del comparto, mentre quasi meta’ dei ricavi totali dei quotidiani a pagamento è appannaggio delle testate nazionali: 1.451.722.035 nel 2005, pari per l’esattezza al 47% del totale. Ai pluriregionali va il 12% (386.971.733); ai provinciali l’11% (344.302.846); agli sportivi il 10% (309.939.279) e la stessa percentuale ai regionali (297.005.895); il 9% agli economici (270.520.327) e l’1% appunto ai politici (39.321.249).

Per quanto riguarda i contributi diretti (stime per il 2006), secondo l’Antitrust, alle cooperative di giornalisti sono andati 82 milioni di euro (16% del totale), ai giornali di movimenti politici e organi di partito 59 milioni di euro (12%) e altri 13 milioni sono stati erogati nello stesso anno con altre modalità, per un totale di 154 milioni di euro. I contributi indiretti sono stati pari a 338 milioni di euro, di cui 303 milioni per compensazioni delle tariffe postali e così distribuiti: 174 (36%) per editori iscritti al Roc, 104 (21%) per organizzazioni no profit e 25 (7%) per editori di libri. Questo per quanto riguarda il 2005 mentre nel 2006 il totale sarebbe stato di 299 milioni di euro. Una voce questa che per l’Antitrust era ”la forma di sostegno piu’ rilevante a favore dell’editoria”. Ed è infatti sui contributi che interviene soprattutto la riforma di Levi.

Il sostegno pubblico continuerà ad essere articolato in contributi diretti (modulati in base a criteri più stringenti e destinati a cooperative di giornalisti, testate facenti capo a gruppi parlamentari e fondazioni ed enti morali senza scopo di lucro) e indiretti. Alle tariffe postali agevolate si sostituisce un meccanismo di credito di imposta per le spese degli editori, che sarà applicato a scaglioni fino a toccare i 160 milioni nel 2011. Prevista anche l’estensione del credito di imposta per gli investimenti finalizzati all’innovazione: la quantificazione e’ pero’ rinviata alla prossima Finanziaria. (ANSA). STF 10-AGO-07 15:00

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