Editoria. LiberoMercato al capolinea. Almeno nel formato attuale

Le incertezze economiche ed il calo della raccolta pubblicitaria spingono gli editori a rivedere i propri investimenti


Certi lussi non ce li possiamo più permettere. Questo è quanto devono aver pensato all’entourage della famiglia Angelucci quando hanno alzato il telefono per fissare un appuntamento con Oscar Giannino (foto), il vulcanico direttore di LiberoMercato. E’ indubbiamente interessante, ancorché impegnativo, essere editori di un quotidiano scomodo, una voce fuori dal coro, ma al contempo attenta alle esigenze del mercato; una spina nel fianco dei piccoli e grandi furbetti del quartiere, e di quei politici che troppo spesso guardano con favore agli inciuci e alle rendite di posizione, penalizzando la contendibilità dei mercati e la libera concorrenza. Ma se alla fine dell’anno è l’editore a doverci rimettere, forse c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe, oppure il gioco non vale la candela. E allora tanto meglio sostenere un confronto franco e diretto, per capire proseguire il proprio lavoro senza intoppi. Le ipotesi sul tavolo sono sostanzialmente due: LiberoMercato potrebbe cambiare format (e tagliare personale) diventando una sorta di inserto economico-finanziario del quotidiano Libero (sempre edito dagli Angelucci). Diversamente, si chiuderebbero definitivamente i battenti, dicendo addio ad una delle più curiose esperienze giornalistiche italiane. Margini per la trattativa non sembrano sussistere. Giannino si trova quindi con le spalle al muro. D’altra parte il calo della raccolta pubblicitaria non concede molti alibi a lui e alla propria redazione. I primi a intuirlo dovrebbero essere proprio loro, strenui difensori delle logiche di mercato. La riunione è prevista per oggi. A breve avremo la possibilità di conoscere le sorti LiberoMercato. (Davide Agazzi per NL)

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