Editoria, Marra: “La tecnologia non deve sostituire la qualità e l’affidabilità delle notizie”

"Il futuro della stampa sta nella capacità degli editori e dei giornalisti di comprendere che le tecnologie non devono essere superiori alla qualità, al valore etico e all’affidabilità delle notizie".

Il presidente del gruppo Gmc-Adnkronos Giuseppe Marra ribadisce la sua visione dell’editoria in un’intervista all’"Huffington Post", influente blog liberal americano. "Oggi viviamo in un mondo in cui la velocità è la parola chiave nei nuovi media mondiali, altrimenti si è fuori – sottolinea Marra – Ma mai come oggi, sentiamo il dovere di trovare il modo giusto per coniugare la scienza e le tecnologie con l’umanità". Il presidente del Gruppo Gmc ricorda quanto è successo dopo gli attentati dell’11 settembre. "Otto anni dopo quel terribile giorno, noi tutti sappiamo che le informazioni che avemmo in quei giorni oggi sono un po’ diverse, così diverse che anche Hillary Clinton durante la campagna elettorale dovette scusarsi per aver approvato la politica di Bush di invadere l’Iraq", ricorda Marra, che si chiede "come ci si aspettava che reagissero i media in quelle circostanze. Avrebbero forse dovuto ignorare quelle informazioni?". Secondo il Cavaliere del lavoro, "i mass media non possono evitare di diffondere le notizie che arrivano ora dopo ora, anche se non possono verificare pienamente le fonti". "Noi potremmo dare le stesse risposte per le ‘guerre dimenticate’ in Darfur, Somalia o anche in Afghanistan", sostiene Marra, secondo cui il punto vero è che "queste informazioni hanno determinato scelte politiche, economiche, finanziarie e sociali nel mondo: per questa ragione dobbiamo comprendere come la velocità delle informazioni può condizionare l’intero sistema mediatico". Nell’intervista all’"Huffington Post", il presidente del Gruppo Gmc parla anche del destino dei giornali: "La versione online dei giornali aumenterà molto in futuro, ma io penso che passeranno decenni prima che i giornali scompaiano. Ci sono ancora molti scrittori che non cambiano l’abitudine di usare la penna e, sebbene grandi editori come Murdoch stiano investendo molti soldi sulle versioni web, dovremo aspettare generazioni prima che queste sostituiscano completamente la carta stampata". Infine Marra parla della tendenza in corso di far pagare l’accesso ai contenuti sul web. "All’Adnkronos – dice – le nostre notizie sono ancora completamente gratis, ma stiamo pensando di passare presto ad una fase intermedia con abstract gratuiti di tutte le notizie e approfondimenti a pagamento. Il vero problema è però la qualità delle notizie e la libertà di stampa: nel nostro Paese, secondo me, il conflitto di interessi è nato molto prima che Berlusconi scendesse in politica, perché gli editori puri al 100% sono scomparsi e i nuovi sono coinvolti in molte altre attività in diversi settori". "Per questa ragione – conclude il presidente di Gmc – la maggior parte della stampa è funzionale a questi interessi e questo impone di seguire molto spesso un percorso precostituito. Con Berlusconi semmai il conflitto di interessi si è manifestato appieno, ma sfortunatamente non è l’unico, almeno in Italia. In altri Paesi occidentali, dove il conflitto non è così evidente, la stampa ha dato risposte molto più serie e coerenti. La mia speranza è che la tecnologia e il web riescano laddove la politica ha fallito". (Adnkronos)
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