Editoria. Nuovi aiuti all’intero comparto nella bozza del DL “Rilancio”. Sostegno a stampa (anche online), tv e radio locali. Presente credito di imposta per spese digitali

Rilancio

Nella bozza del nuovo Decreto Legge (c.d. “Rilancio”, ovvero ex DL aprile), il Governo ha inserito le misure presentate dal sottosegretario all’editoria Andrea Martella, riportate da NL in un precedente articolo.
In particolare, tra le agevolazioni di maggior interesse, vi sarebbe il già citato innalzamento del credito di imposta sugli investimenti pubblicitari al 50%.
Inoltre, risulta particolarmente interessante la previsione di un nuovo credito di imposta al 30% per le spese digitali sostenute.

Risorse stanziate e riparto delle stesse

Per quanto riguarda l’entità del fondo stanziato per far fronte allo sgravio fiscale sulla pubblicità, la cifra totale risulta pari a 60 milioni di euro.
Il DL “Rilancio” ripartisce la cifra destinando 40 milioni alla carta stampata, mentre 20 milioni a tv e radio locali (rispetto agli inizialmente previsti 80 mln).
Oltre a ciò, si incrementa la dotazione iniziale di 150 milioni del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, a copertura ulteriore delle misure adottate.

Credito di imposta innovazione digitale

Come anticipato da Martella nell’audizione parlamentare, la bozza del Decreto “Rilancio” prevede un credito di imposta nella misura del 30% per le spese sostenute per servizi di server, hosting, manutenzione evolutiva delle testate digitali e di gestione della connettività.
Il limite di spesa previsto è di 8 milioni di euro, ma il beneficio non è cumulabile con altre agevolazioni o contributi diretti.

Giornali ed edicole

Venendo alle rese dei giornali, per il solo anno in corso, nella bozza è presente un regime agevolato in materia di Iva: si applicherà al numero delle copie spedite alla rete vendita diminuito del 95%, al posto dell’attuale 80%.
Inoltre, è previsto un credito di imposta dell’8% per le spese sostenute, nel corso del 2019, in carta da stampare. A tale misura avrebbero accesso quotidiani, periodici ed editori di libri. Il tetto massimo è di 24 milioni, anche in questo caso la misura non è cumulabile al contributo diretto alle imprese editrici.
A sostegno delle edicole rimaste aperte durante il periodo di quarantena, si stanziano 7 milioni di euro, sotto forma di un contributo una tantum fino a 500 euro per edicola.
Occorre sottolineare come nel 2019 siano state censite circa 14,6 mila edicole, che, a causa del Covid-19, hanno perso tra il 30% ed il 70% del fatturato.

Agenzie di stampa e tv nazionali

Come già anticipato dal sottosegretario Martelli, la durata dei contratti per la fornitura al governo di servizi giornalistici è estesa fino al 30/06/2021.
Da ultimo, il Governo esamina l’ipotesi di estendere il cerdito d’imposta sugli investimenti pubblicitari nella misura del 50% anche alle televisioni nazionali (ora è previsto nella misura del 30%), con i requisiti che esse siano finanziate “esclusivamente o prevalentemente dalla pubblicità” e che svolgano “attività di preminente interesse generale”. Ma è dubbio come l’agevolazione impatterà sulle risorse stanziate. (A.N. per NL)

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