Editoria. Rcs: Cairo si accontenta del 35%. Già pronto un piano triennale per risollevare il gruppo

Presentata martedì la nuova offerta pubblica di scambio, con la quale Cairo riduce la richiesta iniziale sino al 35% più un’azione per ottenere il controllo di fatto di Rcs.

Stando al contenuto della nota integrativa in seno all’ultima offerta pubblica di scambio, presentata da Cairo questo martedì, l’editore di La7 sembra potersi accontentare del 35% più un’azione di Rcs; questa rappresenta la quota minima per poter esercitare un controllo “de facto” del gruppo. Nella nota si fa riferimento anche all’irrisolta questione del congelamento del rimborso sul debito, almeno sino a quando Rizzoli avrà pubblicato il proprio bilancio per l’anno 2017: Cairo manifesta l’intenzione di voler intraprendere trattative autonome con le banche creditrici, senza però precisare il “quando”; con tutta probabilità si dovrà aspettare almeno fino al mese di giugno. Intanto il patron di Cairo Communication sembra aver già chiara la strategia atta al sollevamento finanziario del gruppo a capo del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport. Il piano di sviluppo in questione, programmato per la durata di 3 anni, sembra distinguersi in due rami d’azione: il primo è l’impegno in un oculato ridimensionamento dei costi industriali, il secondo nel consolidamento dei ricavi aziendali. Una strategia che andrà a ricalcare quanto già fatto da Cairo con La7, dove in soli sei mesi è riuscito a ridurre i costi del gruppo dell’80% senza intaccare alcun posto di lavoro. (G.C. per NL)

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