Editoria. Unità: esordio soft per Concita De Gregorio

Resta Striscia Rossa, nessun rischio per Travaglio


Franco Abruzzo.it

Roma, 25 agosto 2008. Toni morbidi di chi preferisce ascoltare, pochi ed essenziali annunci e molta emozione: così si può riassumere l’esordio da direttore de l’Unità di Concita De Gregorio che domani firma il suo primo numero del giornale. Una lunga giornata iniziata di buon mattino e caratterizzata da un approccio decisamente soft e dalla voglia di apparire tranquillizzante: semplice ma elegante in abito nero, Concita De Gregorio ha preso momentaneamente posto in una stanza a fianco a quella del suo predecessore Antonio Padellaro. Accolta da una piccola folla di fotografi e giornalisti, ha ricevuto l’omaggio floreale dei giornalisti de l’Unità. Fiori anche da parte del presidente della Nie (Nuova iniziativa editoriale, società editrice del giornale), Giorgio Poidomani, mentre Padellaro le ha fatto recapitare una pianta. Saluti, auguri, presentazioni e strette di mano: poi, intorno alle 11,30, è iniziata la riunione di redazione aperta dal vicedirettore Pietro Spataro. Lei ha diligentemente ascoltato, ha preso appunti e ha dato qualche suggerimento per intervenire brevemente soltanto al termine.
Molte delle cose che sono state scritte – ha detto alla redazione – non sono vere: l’Unità non sarà color pastello, nè verrà cassata la celebre striscia rossa. Il formato invece cambierà così come la grafica che sarà curata da Cases Y Associated. Il tutto nell’ambito del progetto di rilancio annunciato dall’editore Renato Soru che punta molto sulla multimedialità. Nei prossimi giorni arriveranno – ha annunciato – Giovanni Maria Bellu, inviato di Repubblica, e Daniela Amenta, ex Unità poi approdata a E Polis. Marco Travaglio e la sua rubrica non corrono alcun pericolo. Porte spalancate a Furio Colombo e ad Antonio Padellaro. Nessuno strappo dunque ma rafforzamento dell’attuale redazione alla quale ha fatto buona impressione almeno in questo primo giorno. «È davvero carina. Ci è sembrata molto emozionata e soprattutto i suoi toni sono stati pacati. Insomma, un ingresso in punta di piedi», sottolineano all’Unità. Dopo la riunione di redazione, l’incontro con il Cdr: la De Gregorio ha confermato alla rappresentanza sindacale la volontà di costruire attorno all’esistente, partendo dalla valorizzazione delle forze già in campo. Domani il nuovo direttore si presenta ai lettori dell’Unità con il suo primo editoriale dopo essersi accomiatata da quelli di Repubblica. «Lascio questo giornale – ha scritto su D – dopo venti anni di lavoro durante i quali tutto quello che accade in una vita tra i venti e i quaranta anni è successo. Qui ho imparato, dentro e fuori da queste pagine tutto il poco che so». «Vado a guidare – ha aggiunto – il lavoro di un grande giornale, la nuova Unità. Il mio direttore salutandomi mi ha detto: ‘Non dimenticare mai da dove vieni e chi porti con tè». (ANSA).

UNITA’: PRIMO GIORNO PER DE GREGORIO, TRAVAGLIO ALL’ATTACCO

Roma, 25 agosto 2008. Quello in edicola oggi e’ l’ultimo numero dell’Unita’ sotto la direzione di Antonio Padellaro. Da domani il quotidiano “fondato da Antonio Gramsci”, ora di proprieta’ di Renato Soru, sara’ firmato dalla nuova direttrice, Concita De Gregorio. Dopo gli addii di Padellaro e Furio Colombo, oggi tocca ad uno dei collaboratori tra i piu’ noti del giornale, Marco Travaglio, dire la propria e lo fa con un intervento gia’ significativo nel titolo: “Scusate, ma non ho capito”. Travaglio afferma di non capire la ragione del cambio della guardia alla guida del quotidiano, visto che l’Unita’, “morta nel 2000, e’ risorta grazie al duo Colombo-Padellaro” e imputa la decisione ai vertici del Pd e al suo segretario, Walter Veltroni, in particolare. Per Travaglio “si finisce il lavoro e si completa il disegno avviato nel 2005, quando Colombo fu defenestrato dopo mesi di mobbing praticato da ben noti ambienti Ds, insofferenti per la linea troppo autonoma, troppo aperta, diciamo pure troppo libera del giornale”. In questi ultimi anni l’Unita’, secondo Travaglio, e’ stata l’unica testata a contrastare “il Pensiero Unico del Padrone Unico, a dire le cose che, altrove, non si possono dire e a vedere le cose che, altrove, si preferisce non vedere, continuando ostinatamente a chiamare le cose con il loro nome, non con gli pseudonimi berlusconiani e dunque riformisti”. Tanto che lo stesso Berlusconi durante l’ultima campagna elettorale addito’ l’Unita’ come nemico pubblico numero uno, anziche’ Il Riformista o Europa, sempre che ne abbia notata l’esistenza. Mentre la gran parte dell’opposizione dialogava o andava a rimorchio, l’Unita’ ha continuato pervicacemente a proporre un’altra agenda, un altro pensiero, un altro vocabolario”. La difficolta’ a comprendere di Travaglio e’ in sintonia con le varie lettere di lettori che esprimono disorientamento, tristezza, smarrimento, ma che chiedono anche al giornale di non piegarsi, di continuare a fare un’informazione a schiena dritta e esprimono l’augurio che l’Unita’ non venga “normalizzata”. Augurio a cui fanno eco le ultime parole di Travaglio: “E’ stata una splendida avventura. Speriamo che continui ancora a lungo”. Quanto al nuovo direttore Travaglio sottolinea: “Non diro’ una parola, se non che e’ un’ottima giornalista e una persona squisita”. (AGI)

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