Elezioni politiche: le regole in attesa della par condicio

Si avvicina la data di entrata in vigore della par condicio. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha già approvato lo schema di regolamento che reca le disposizioni attuative della Legge n. 28/2000, da applicare nella prossima campagna elettorale per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Come annunciato dalla stessa Agcom, il testo “entrerà vigore in tempo utile per l’avvio della campagna elettorale che coincide con la data di convocazione dei comizi elettorali”, prevista per l’11 gennaio prossimo. Nel frattempo, le emittenti televisive e radiofoniche nazionali private devono adeguare la propria programmazione alle regole ed ai principi previsti dalla delibera n. 22/06/CSP per le trasmissioni di informazione, gli spazi di informazione e approfondimento e le altre trasmissioni nel periodo non elettorale, al fine di “assicurare il rispetto dei principi di pluralismo, obiettività, completezza, lealtà e imparzialità dell’informazione (…)”. Innanzitutto, nei programmi di informazione, negli spazi di informazione e di approfondimento, anche politico, deve essere assicurato, durante il ciclo della trasmissione, il criterio dell’equilibrio delle presenze. Nel periodo pre-elettorale, che va dal trentesimo giorno precedente la data prevista per la convocazione dei comizi elettorali fino a quest’ultima, l’equilibrio delle presenze deve garantire “con imparzialità ed equità, l’accesso a tutti i soggetti politici nonché la parità di trattamento nell’esposizione delle proprie opinioni e posizioni politiche, realizzando l’equilibrio tra i diversi schieramenti. In caso di alterazione di quest’ultimo , il riequilibrio deve avvenire in una trasmissione omogenea, ove possibile della stessa serie e nella stessa fascia oraria, immediatamente successiva e, comunque, prima della convocazione dei comizi elettorali” (art. 2). Nello stesso periodo, la gestione del programma deve essere caratterizzata da un comportamento corretto ed imparziale da parte di registi e conduttori, e sono vietati interventi video o audio in diretta, non preannunciati all’inizio della trasmissione. Le emittenti sono poi tenute ad evitare la presenza di esponenti politici nelle trasmissioni di intrattenimento, “salvo che la medesima (presenza, ndr) sia dovuta alla trattazione di argomenti per i quali è richiesta una loro particolare competenza e responsabilità” (art. 3). In tale ipotesi, si configura uno spazio informativo nell’ambito del programma, che viene assoggettato alle medesime regole che valgono per gli spazi di informazione. E’ poi richiesto che la comunicazione e la satira non assumano forme lesive della dignità della persona. (D.A. per NL)
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