Expo, appalti, fuga di notizie. Perquisizioni per cronisti Corriere e Stampa. Insorgono rappresentanze giornalisti

L’accusa nei confronti dei cronisti è violazione del segreto istruttorio


Franco Abruzzo.it

Roma, 16 settembre 2008. Il Gico della Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Busto Arsizio, ha effettuato delle perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici della giornalista del ‘Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini e de La Stampa Guido Ruotolo. L’accusa nei confronti dei cronisti è violazione del segreto istruttorio. Sarzanini e Ruotolo hanno pubblicato ieri sui rispettivi giornali notizie riguardanti un’inchiesta della procura lombarda su presunte collusioni tra esponenti della ‘Ndrangheta e politici lombardi per l’assegnazione degli appalti dell’Expo 2015.(ANSA)

Roma – La Procura di Busto Arsizio ha dato le autorizzazioni alla perquisizione delle redazioni romane dei giornali. Da lì si ipotizza che sia partita la notizia

Indagine Expo, perquisite le redazioni di CorSera e Stampa

Non è affatto andata giù al procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori la fuga di notizie circa un’indagine da parte della procura nei confronti di alcuni imprenditori e politici locali riguardo ad alcune relazioni tra di loro e in merito agli interessi legati all’Expo 2015 tanto da far dire, il giorno stesso ai magistrati impegnati che l’indagine era bruciata. Aveva detto che sarebbe partita un’azione per verificare da dove sia partita e su disposizione della Procura, infatti, personale del Gico della Guardia di finanza ha effettuato la perquisizione delle redazioni romane dei quotidiani Corriere della Sera e Stampa, che hanno divulgato la notizia per primi. Proprio da Roma, infatti, scrivono i redattori, che hanno firmato gli articoli. I militari hanno ricevuto mandato di perquisire anche le abitazioni dei due cronisti – Fiorenza Sarzanini e Guido Ruotolo – che, per i rispettivi quotidiani, hanno riferito nei giorni scorsi alcuni passaggi dell’inchiesta sugli appalti dell’Expo 2015 e possibili infiltrazioni della ‘ndrangheta.

Martedi 16 Settembre 2008 – redazione@varesenews.it

TUCCI: “PERQUISIZIONI GIORNALISTI LIMITAZIONE LIBERTÀ DI STAMPA”.

Roma, 16 settembre 2008. «Ancora una volta agenti della Guardia di finanza hanno perquisito le sedi di due giornali, il ‘Corriere della Serà e ‘La Stampà. Questo perchè i colleghi Fiorenza Sarzanini e Guido Ruotolo, cronisti dei quotidiani in questione avevano pubblicato lunedì una notizia secondo la quale la Procura di Busto Arsizio aveva aperto un’inchiesta su presunti rapporti fra la ‘Ndrangheta calabrese e alcuni esponenti politici lombardi». Lo afferma il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Bruno Tucci, definendo la vicenda una «limitazione dalla libertà di stampa». «Dove è la violazione della norma? Per quale motivo la magistratura ordina un’ispezione del genere che ha coinvolto non solo le sedi del ‘Corrierè e ‘La Stampà, ma anche le abitazioni dei due giornalisti? Quali reati hanno commesso i nostri colleghi? Non è questa forse una limitazione alla libertà di stampa? Addirittura -sottolinea Tucci- in casa della Sarzanini, i finanzieri hanno chiesto, ed ottenuto, i documenti alla figlia 15enne al fine di identificarla. In questa maniera, non si sfiora il ridicolo?» «Come presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio chiedo un’immediato intervento dei ministri interessati affinchè questa ‘modà delle perquisizioni venga bloccata immediatamente. Per due ragioni: il diritto alla libertà di stampa e la difesa dei principi elementari di uno stato democratico», conclude Tucci. (Adnkronos)

FNSI: “CONTINUA STILLICIDIO PER GIORNALISTI”

Roma 16 settembre 20’08. «Lo stillicidio continua. Dopo le pesanti perquisizioni delle abitazioni di Giuliano De Feo e di Emilio Fittipaldi e della redazione dell’Espresso di venerdì scorso, oggi a farne le spese sono Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera e Guido Ruotolo de La Stampa», lo dice la Federazione Nazionale della Stampa Italiana in una nota. «Le abitazioni e le redazioni dei due colleghi sono in queste ore sotto perquisizione a causa di ciò che hanno scritto sull’inchiesta avviata dalla procura di Busto Arsizio relativa a presunti rapporti tra esponenti della malavita calabrese ed imprenditori e politici lombardi per la spartizione di appalti di Expò 2015. Ancora ad essere colpiti sono dei giornalisti – continua la Fnsi – che svolgono in maniera corretta e professionalmente inattaccabile il loro lavoro. Lo ripetiamo: i giornalisti fanno il loro mestiere di informare nel momento in cui sono a conoscenza di notizie utili alla pubblica opinione. La magistratura non può risolvere i problemi di gestione delle proprie strutture con spettacolari quanto, forse inutili, perquisizioni». «Rimane comunque il problema di un rapporto più corretto tra magistratura ed informazione dalla Fnsi sempre invocato – conclude il comunicato -. Per questo motivo rinnoviamo l’invito al vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, di incontrarci così come abbiamo fatto più volte e al ministro di Giustizia, Angelino Alfano, anch’egli sollecitato ad ascoltare le nostre preoccupazioni». (ANSA).

UNCI: “LE INTIMIDAZIONI NON FERMANO LA CRONACA”.

Roma, 16 settembre 2008. Le perquisizioni contro Fiorenza Sarzanini e Guido Ruotolo segnano una nuova fase dello scontro tra giornalisti e magistratura, ma le intimidazioni non potranno impedire la cronaca di quanto accade in Italia. Lo sostiene l’ Unione Nazionale Cronisti Italiani ricordando le perquisizioni di venerdì contro Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi. «Tutti e quattro – dice il presidente Guido Columba – hanno svolto il compito loro affidato dalla legislazione per garantire ai cittadini il diritto costituzionale ad essere informati, in modo completo, compiuto e tempestivo». Per l’Unci «le perquisizioni in tutta Italia, spesso senza o con motivazioni palesemente strumentali, hanno l’effetto di reprimere la libertà di informazione. Colpendo i cronisti coinvolti e intimidendo tutti gli altri. Non si dovrebbe informare su qualsiasi cosa la magistratura non vuole gli italiani sappiano, o che sappiano solo in una versione ufficiale, funzionale a interessi e poteri particolari». L’Unci conclude che la Costituzione repubblicana, l’ordinamento democratico, il rispetto dei giornalisti per il proprio ruolo e la coscienza civile del Paese disegnano un modello diverso, nel quale l’informazione non è a senso unico e uniforme”. (ANSA).

EXPO. APPALTI. CDR CORRIERE: ”PERQUISIZIONI SONO ATTO GRAVE”

Milano, 16 settembre 2008. «Profonda inquietudine» è stata manifestata dal comitato di redazione del Corriere della Sera per la perquisizione alla giornalista Fiorenza Sarzanini definita «un atto grave e una pesante intrusione nel diritto di cronaca,» In una nota, il cdr del quotidiano spiega che «la Guardia di Finanza si è presentata sia nell’abitazione della giornalista sia sul posto di lavoro, presso la sede di Roma, in assenza della redattrice, che era fuori città per servizio. Nella casa della collega si trovavano la madre e la giovane figlia, del cui computer è stata copiata la memoria, con alcuni amici adolescenti che sono stati tutti identificati; al Corriere è stato perquisito tutto, materiali, archivio, documenti della giornalista, acquisita la rubrica telefonica e poi copiato interamente il contenuto del suo computer, con tutti i files professionali e anche i materiali privati in esso conservati». Secondo il cdr del Corriere, «la perquisizione, così come quella parallela compiuta nei confronti del collega Guido Ruotolo de ‘La Stampà, il quale si è occupato dello stesso argomento, appare un atto grave e una pesante intrusione nel diritto di cronaca, contro il quale sembra essere ormai avviata una campagna il cui scopo evidente è di ingabbiare i giornalisti e la libertà d’informare scrupolosamente i cittadini». «La redazione del Corriere della Sera – conclude la nota – ha dimostrato nei fatti che i tentativi di intimidirla sono destinati all’insuccesso e, nell’esprimere solidarietà a Fiorenza Sarzanini e a Guido Ruotolo, ribadisce l’impegno a respingere nel lavoro di ogni giorno e nelle sedi competenti ogni attacco al diritto-dovere di raccontare la verità, anche se spiacevole per qualcuno». (ANSA)

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