FM eXtra: si apre il dibattito. Limiti (?) e pregi della nuova tecnologia

FM eXtra è l’attesa conciliazione delle contrapposte esigenze o è l’ennesimo tentativo destinato a non decollare?


Scrivevamo oggi, che la notizia dell’avvio delle sperimentazioni italiane della tecnologia FM eXtra – brevettata da Digital Radio Express – data per prima da questo periodico, ha innescato una girandola di richieste di maggiori informazioni da parte di numerosissimi editori ed operatori. Anche grazie ad Andrea Lawendel di Radio Passioni (da tempo tra gli involontari maggiori fornitori di news tecniche di questo periodico) e a Giovanni Necchi di ADVEN (l’importatore esclusivo italiano della tecnologia) il “misterioso” oggetto della radiofonia ha assunto contorni molto più definiti ed anche noi abbiamo potuto apprezzarne le peculiarità e dipingere i possibili scenari che tale standard potrebbe importare nel nostro paese. Peraltro, l’occasione ci ha permesso di appurare che non è affatto vero che gli editori italiani sarebbero insensibili o, peggio, ostili al digitale radiofonico: il fatto che Fm eXtra non aggredisca il consolidato patrimonio impiantistico delle aziende radiofoniche (gli impianti FM) ha consentito loro di esprimere un parere meno prevenuto (per ovvi, concepibili e condivisibili interessi di bottega) rispetto ad altre soluzioni (pur valide) non domiciliate in modulazione di frequenza (DMB, DVB-T, DAB-S, DVB-H, ecc., tralasciando naturalmente il DAB-T Eureka 147 di cui ormai quasi non parla più nessuno).
Comunque, in data odierna abbiamo ricevuto una prima, circostanziata, critica nei confronti di Fm eXtra.
A muoverla è l’ing. Ermanno Papale, che rilevando “i toni entusiastici” del nostro articolo, osserva la presenza di “alcuni dubbi sulla effettiva possibilità di applicazione della tecnologia SCA in Italia, che, comportando (come dice il nome) l’uso di subcarriers a frequenze superiori a quelle usate per lo stereo (19 e 38 kHz) e l’RDS (57 kHz), provoca un notevole aumento della porzione di spettro occupato dall’emittente FM (100 kHz totali)”. Per Papale, “mentre in America le stazioni FM hanno passo fisso di 200 kHz, in Italia non c’è alcuna protezione per la distanza fra emittenti, quindi attivare le subcarriers (questioni legali a parte) avrebbe quasi lo stesso effetto che attivare una nuova emittente radiofonica (pur condividente gli impianti trasmissivi) a circa 80 kHz dalla principale, e cioè vorrebbe dire andare ad occupare ulteriore spettro con conseguente aumento di interferenze sulle emittenti contigue che invece in America NON esistono. In America a causa della vicinanza della portante RDS viene limitata la capacità a bassi “bit rate”, quindi per avere un flusso di dati maggiore capace di portare almeno 2 segnali stereo per l’Italia è stato pensato di ELIMINARE l’RDS (vedi spettro FM raffigurato nel sito) e sostituirlo con il segnale audio digitale”.
Il lettore conclude la sua missiva rilevando che “Ovviamente poi la potenza complessiva del trasmettitore andrebbe in questo caso suddivisa fra tutte le subcarriers in gioco con conseguente calo della potenza riservata alla portante analogica fondamentale”.
Data la puntualità delle osservazioni esposte, mentre soprassediamo sulla questione “legale” – richiamata ma non approfondita dal nostro interlocutore – per il semplice fatto che una dettagliata analisi del combinato del Decreto legislativo 177/05 e delle delibere dell’Agcom sull’argomento, esperita da qualificati giuristi del settore radioetelevisivo, ha portato a ritenere esistenti i presupposti giuridici per l’avvio della sperimentazione, previo adozione di cautele tecniche e di fornitura di apposita informativa alla P.A, abbiamo interpellato i nostri principali referenti tecnici sullo standard in parola: i citati Giovanni Necchi ed Andrea Lawendel che, come previsto, ci hanno “sommerso” di circostanziate considerazioni sulle eccezioni opposte ad FM eXtra.
Partiamo dalle annotazioni di Necchi.
“(…) leggo con interesse la comunicazione e mi permetto di fornire qualche spunto di riflessione: posso condividere l’affermazione in merito al fatto che in Italia la canalizzazione non è 400 KHz, ma, purtroppo, non lo è neppure a 300, 200, 100 KHz, forse possiamo pensare di essere canalizzati a 50 KHz, anche se questo non è previsto né dalle normative né dal buon senso; ma così è.
D’altra parte se si fosse partiti dal presupposto della corretta canalizzazione, probabilmente oggi l’80% delle emittenti private non esisterebbe; lo stato di fatto è noto: se ne deve semplicemente tenere conto.
In merito alla larghezza del canale occupato, il ragionamento, in linea di principio, è corretto; è necessario tuttavia contestualizzarlo: il segnale complessivo composto da analogico stereo + RDS + FMeXtra, se correttamente calibrato, può rimanere entro i limiti delle maschere di riferimento. Ovviamente, se si girano le “manette” a vanvera, allora può succede di tutto: compreso quello che dice il lettore. E’ solo questione di buon senso e capacità tecniche.
La modulante FMeXtra ha un contenuto spettrale software definibile, si può scegliere di usare un canale più largo inserendo 2 ottimi segnali stereofonici; si può preferire una sottoportante più stretta inserendo un ottimo canale stereofonico o due monofonici.
Indipendentemente da FMeXtra, già oggi osserviamo modulazioni spropositate; segnali che trasmettono più rumore che informazione ecc. Questo però non è un limite della tecnologia: è una scelta non sempre consapevole degli operatori. Detto per inciso, facendo diverse prove di laboratorio, abbiamo trovato alcuni codificatori stereofonici così poco curati nella pulizia del segnale erogato da generare, nella porzione di banda dove opera FMeXtra, segnali spuri di ampiezza superiore al livello di iniezione previsto. In altri termini, molte emittenti trasmettono già bande laterali simili all’FMeXtra; solo che non lo sanno e non servono a nulla.
L’ipotizzato allargamento della banda occupata non è quindi necessario, dipende solo dal tecnico che provvede alla taratura del sistema scegliere parametri adeguati, sia per FMeXtra sia per il segnale stereofonico e l’RDS (che non abbiamo eliminato come affermato dal lettore).
In merito all’RDS non comprendo l’affermazione: il segnale rimane ed è adeguatamente tutelato, NESSUNO PENSA DI ELIMINARE L’RDS. Sul sito www.fmextra.it, alla pagina delle note tecniche, la sottoportante RDS è chiaramente indicata sia nella rappresentazione spettrale sia nell’elencazione testuale.
In merito alla perdita di energia del segnale principale, è vero che con l’aggiunta di una sottoportante si sottrae energia al segnale principale: tuttavia, l’affermazione è incompleta se non si dice di quanta energia stiamo parlando!
Supponiamo che la sottoportante richieda il 10% di energia del carrier principale; proviamo a fare il conto di quanto calerebbe il segnale analogico all’utenza: 0.46 dB; esattamente quanto si avrebbe dopo avere inserito 20 metri di cavo da 1/2″ sull’antenna trasmittente. Non è’ una perdita significativa.
Il bello poi è che nessuno vuole usare il 10% di energia per trasmettere FMeXtra: basta molto meno…
Attenzione poi a non confondere il livello di iniezione della sottoportante con la potenza correlata alle relative sottoportanti. Sono due parametri interdipendenti, ma numericamente completamente diversi.
In conclusione: completezza di informazione sì, purché che si tratti di informazione corretta.
Il sistema FMeXtra ha grandi potenzialità, spetta ai tecnici implemetarlo correttamente, facendo in modo che divenga una grande opportunità per le emittenti e non, al contrario, solo qualcosa per aggiungere rumore ad un etere che di rumore ne ha già abbastanza”.

In un secondo tempo pubblicheremo su queste pagine le altrettando precise considerazioni di Andrea Lawendel di Radio Passioni.

Per intervenire nel confronto: redazione@newslinet.it

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