FNSI, Mediacop, Articolo 21: no alla chiusura di testate cooperative, non profit e di partito. No al massacro di tutto il settore

Ecco il documento di Mediacoop, Articolo21, Comitato per la libertà dell’informazione e Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Il Sottosegretario Bonaiuti continua ad annunciare risolutori Stati Generali, che già posticipa all’autunno, ma ribadisce che, comunque, non ci sono risorse. La proposta di legge di riforma, che secondo la richiesta della Camera e del Senato doveva essere presentata entro giugno, è di là da venire. Per il Governo sembra rappresentare sempre più un semplice artificio dialettico: nelle difficoltà economiche generali il problema della informazione, un settore così decisivo per la democrazia del Paese, sembra non esistere, derubricato ad uno dei tanti problemi, se non l’ultimo. Nel frattempo i provvedimenti assunti nel corso degli ultimi due anni, contestati dalla maggioranza bipartisan di Camera e Senato e adottati, tutti, con il ricorso al voto di fiducia, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di un centinaio di testate, cooperative, non profit, di partito e di quelle edite e diffuse all’estero, di migliaia di piccole esperienze del mondo dell’associazionismo diffuso, di tante aziende dell’emittenza locale impegnate nell’opera difficile e costosa di transizione al digitale ed hanno assestato un pesante colpo a tutte le grandi e più diffuse testate – quotidiane e periodiche – ed all’editoria libraria con la soppressione delle tariffe postali agevolate. In questo quadro parlare di riforma diventa soltanto una beffa. La riforma è in corso di fatto. L’esito sarà quello di una drastica riduzione delle dimensioni del settore e di un gravissimo colpo al pluralismo delle fonti e dell’accesso. E’ appena il caso di ricordare, infatti, che per i contributi diretti per il 2010 è previsto in Finanziaria uno stanziamento del tutto insufficiente che prefigura un ulteriore pesantissimo ed automatico taglio. Senza contare che la trattativa con Poste Spa, convocata dal Governo per la definizione di un accordo privato sulle tariffe postali, si è impantanata nel più assoluto disinteresse dell’esecutivo. E’ urgente che il Governo riprenda in mano la situazione, predisponga rapidamente il DDL promesso e – in attesa di una riforma che consenta al settore editoriale di uscire dalla transizione e di costruire un moderno sistema della comunicazione – dia attuazione urgentemente ai contenuti dell’appello dei 360 Deputati e dell’ordine del giorno approvato dal Senato che prevedono la conferma del diritto soggettivo per il 2010 e 2011; il ripristino dei contributi per i giornali editi e diffusi all’estero e per l’emittenza locale. Torniamo ad insistere, infine, affinché il Governo assuma le iniziative necessarie per sbloccare la trattativa Poste-Editori per la definizione di un accordo sulle tariffe postali equo e sostenibile.
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