Il consumatore si fa multimediale. Eurisko Media Monitor fa un identikit dei consumatori di servizi di comunicazione

Eurisko Media Monitor è la ricerca che si occupa di analizzare la multimedialità degli italiani, ossia quale sia il grado di fruizione dei mezzi di comunicazione da parte di questi.

La necessità di una tale ricerca, grazie alla quale si potrà risolvere in modo definitivo il problema della cosiddetta pianificazione multimediale, nasce proprio dalla difficoltà delle imprese di muoversi all’interno dei vari mezzi di comunicazione e di attirare l’attenzione del consumatore. Esse, infatti, devono districarsi tra tv generalista – che offre i contenuti più vari, dal film al documentario, dall’evento sportivo al talk show, dal telegiornale alla rubrica culturale – da un lato e tv satellitare, webradio, giornali e affissioni dall’altro. Gli utenti di internet sono cresciuti notevolmente nell’arco temporale ricompresso tra il 2006 e il 2009. Tale crescita non è imputabile solamente al largo consumo effettuato dai giovani, che nel periodo di tempo considerato sono passati dal 29% al 52%, ma riguarda tutte le fasce di età della popolazione, ed ha registrato un aumento dell’utilizzo del mezzo che passa dal 18% al 32%. Per quanto riguarda la tv, dall’indagine di Eurisko Media Monitor è emerso che quella satellitare ha un accesso del 20%, con picchi in fasce che riguardano programmi sportivi, fiction e telefilm che tengono incollati allo schermo appassionati, donne e giovani. La tv generalista rimane in coda, meno seguita, ma comunque più trasversale rispetto a quella satellitare in quanto tutte le fasce di età ne fanno uso. Il consumatore di oggi è dunque sempre più sfuggente e di difficile inquadramento, ed Eurisko ha provato a tracciarne un profilo. Secondo la società di ricerche di mercato, vi possono essere due classi di consumatori: la categoria della multimedialità iperselettiva e quella della multimedialità cool. Alla prima categoria appartengono persone istruite, in maggioranza residenti al Nord, con figli piccoli, un reddito elevato, e una vita sociale e professionale vivace; hanno poco tempo da dedicare alla tv, ma l’utilizzo di internet, radio e stampa si allinea con la media degli altri utenti. Anche la seconda categoria dedica pochissimo tempo alla tv generalista, in favore di un largo utilizzo di quella satellitare (che deve tale successo ai suoi temi di tendenza), nonché di internet, radio, cinema, quotidiani sportivi e periodici in piccole dosi. Trattasi di persone di fascia giovane, istruite, la cui professione è principalmente concentrate nel settore terziario avanzato, ossia i servizi che nascono dall’utilizzo dell’informazione e dei sistemi telematici (come l’attività di ricerca e sviluppo, attività di consulenza, servizi di marketing, comunicazione e pubblicità, organizzazione di convegni, fiere e mostre). La stampa non ha subito forti cali, e i suoi consumatori sono membri di un’élite tradizionale della società italiana, in maggioranza trattasi di uomini nella fascia di età centrale/matura, e con reddito e istruzione molto alti. La radio è stabile negli ascolti, anche se l’utilizzo ha mutato fascia di consumatori: da un target femminile casalingo, è divenuto il mezzo per eccellenza legato allo spostamento in auto. (M.C. per NL)
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