Generazione Y nel mirino dei media

Le aziende creano programmi ad hoc per la generazione esperta del web, che non può fare a meno di YouTube e MySpace, iPod e BlackBerry


I media sono attenti nel creare nuovi programmi che si adattino perfettamente alle esigenze degli utenti e in particolare della“nuova” generazione Y. Essa è caratterizzata da giovani fra i 18 e i 25 anni, i quali sono assidui frequentatori della rete e abili possessori di nuove tecnologie. Sono sempre connessi e si sentono parte di un gruppo, le cui opinioni sono molto rilevanti poiché determinano la nascita di mode e di comportamenti di consumo. Inoltre, questa tipologia di giovani consumatori condivide esperienze e sentimenti attraverso la personalizzazione delle pagine web, contenenti video, foto e commenti. Sono molto attenti alle tematiche ambientali e sono partecipatori attivi di campagne sociali. Il loro obiettivo è la ricchezza e l’autodeterminazione, pur sempre caratterizzate da casualità e occasionalità. Riscuotono infatti molto successo piattaforme come YouTube, MySpace, Skype, e prodotti come iPod, BlackBerry o webcam. Sono giovani con un potere d’acquisto interessante e un’approfondita conoscenza del prodotto. In Italia, una ricerca realizzata dall’Istituto BeF per conto di Tequila Italia (sotto esame un campione di 400 ragazzi fra i 18 e i 25 anni) rivela che Internet è il mezzo di comunicazione più utilizzato (95%), seguito da radio (70%) e tv (64%). I siti più visitati sono quelli di musica (43%), sport e calcio(24%), informazione (20%), viaggi e aerei (17%). Il più noto è YouTube (64%), seguito da MySpace (36%; percentuali tratte da www.mymarketing.it). Questo è il target su cui si concentrano le aziende che operano nel settore della comunicazione e della tecnologia. La trasmissione di Italia Uno, Lucignolo, ad esempio, permette agli spettatori di inviare sul sito Tgcom (www.tgcom.it) immagini, confessioni e drammi relativi alla propria sessualità. In modo analogo Current tv, il progetto di Al Gore in onda su Sky è realizzato con il contributo attivo degli utenti. Oppure ancora Citizen News, ideato dallo stesso YouTube, consente lo scambio di servizi giornalistici fra neo reporter. Anche la radio possiede la sua ampia fetta di mercato fra i membri della generazione Y. Secondo la ricerca Radio Lab Next, condotta dal Centro studi GroupM in collaborazione con otto diverse concessionarie, la radio ha “capacità di informare e veicolare le novità musicali; maggiore varietà di offerta attraverso il mix di musica e programmi; valore di intrattenimento dei conduttori, importanza dell’aggiornamento e dell’offerta di notizie e senso di community”. Interattività, quindi, e nuove proposte per i giovani navigatori che vengono sempre più spesso chiamati in causa da protagonisti nella realizzazione di progetti multimediali. (Sara Fabiani per NL)

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