Giornalismo. Sergio Lepri: ricordo del più vecchio utente web e titolare di sito internet attivo in Italia. Un giovanile solitario gigante

sergio lepri

Nei giorni scorso è stato adeguatamente ricordato Sergio Lepri, che ci ha lasciato a 102 anni. NL desidera omaggiarlo attraverso il tributo di un proprio articolista, che di Lepri era amico: Gian Luca Barneschi, avvocato e scrittore.
Dubito che la maggior parte di questi “coccodrilli” (alcuni dei quali sfacciatamente autoreferenziali, dato che ormai per taluni soggetti anche l’aver conosciuto una persona scomparsa è motivo di strumentale esibizionismo), nella loro stereotipata articolazione abbiano entusiasmato il mio già compianto amico Sergio.

Lepri: solitario gigante

Perché Sergio Lepri è stato un vero e solitario gigante nella sua professione, ma –prima ancora- nella sua esistenza quotidiana.

Ritualità e banalità

Così nel fiume delle ritualità e banalità (così lontane dalle sue lezioni di tecnica giornalistica) non ci si è preoccupati di ricordare quanto Sergio Lepri sia stato in primis una persona eccezionale, prima che il decano dei giornalisti italiani, il direttore dell’ANSA per anni e molto altro, nonchè –immagino- padre e marito esemplare.

Giovanile

Innanzitutto era una persona incredibilmente giovanile nello spirito e nell’approccio.

Non sempre vecchio vuol dire anziano

Nei circa 15 anni della nostra amicale frequentazione, più di una volta mi è capitato di paragonare la sua attitudine di ultranovantenne a quella di persone di quasi un secolo di meno di età, per concludere facilmente su chi fossero i veri vecchi, a dimostrazione di come l’anagrafe non conti e che non sempre vecchio vuol dire anziano (come ci insegna la lingua inglese che aggiunge alla cifra dell’età “old”, anche ai neonati).

Attitudine

E fu proprio in virtù della sua attitudine che ci siamo conosciuti.

Il più vecchio utente web e titolare di sito internet attivo in Italia

Il suo lungimirante interesse per le nuove tecnologie e l’intuita importanza anche nei mass media della rivoluzione digitale avevano portato Lepri ad essere – credo- il più vecchio utente web e titolare di sito internet attivo in Italia. E nel 2013 fu lui a contattarmi per chiedere l’autorizzazione a pubblicare un estratto del mio “L’inglese che viaggiò con il re e Badoglio” nel suo sito.

Arricchimento

Ne fui stupito e onorato e da questa sua iniziativa iniziò una intensa frequentazione, romana e ampezzana, che mi ha arricchito come poche.

Un’amicizia nata sul ’43

Dai ragionamenti sui fatti del 1943, è nata la nostra amicizia e, di volta in volta, le nostre chiacchierate si sono concentricamente sviluppate in ogni direzione, alimentandosi con continui scambi di volumi ed informazioni. Per me ogni nostro incontro rappresentava una piacevole gita nella quale il mio sapere si abbeverava e con il tempo –date le sue sollecitazioni- ho avuto il piacere di percepire che questi nostri contraddittori gli erano parimenti graditi.

Risposte distruttive di consolidate vulgate

Ho scoperto così –nei dettagli- il vissuto di un personaggio unico, prima testimone attento di avvenimenti lontani e dimenticati, poi grande protagonista della vita nazionale. I suoi ricordi erano sempre importanti e, in alcuni casi, sensazionali, così come le sue valutazioni sui protagonisti del XX° e XXI° secolo. E allorché –dopo il mio iniziale timore reverenziale- iniziai, nel corso dei nostri periodici incontri, a formulare domande e opinioni su vicende scottanti e personaggi controversi, le sue risposte, pur coincidendo con le mie presupposizioni, mi sorpresero non solo per la loro fermezza e categoricità, ma anche per quanto fossero distruttive di consolidate vulgate.

Mai tentato dal sensazionalismo

In queste occasioni riflettevo anche sullo stile di quest’uomo, perché mai Sergio Lepri ha ceduto alla tentazione del sensazionalismo, pur avendo la possibilità di rivelare e provare episodi e dettagli importanti ed inediti.

Patrimonio di una maggioranza silenziosa, afflitta da minoranze rumorose e fantasiose

Da Sergio Lepri, oltre al suo tempo e ai suoi preziosi ricordi, ho avuto in dono la conferma di come in Italia esista un comune sentire, fatto di buon senso, tolleranza ed equilibrio, che forse non sarà sempre politicamente corretto, ma è patrimonio di una maggioranza silenziosa, afflitta da minoranze rumorose e fantasiose.

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Speranze per il giornalismo, la buona scrittura e la deontologia nel XXI° secolo

Speriamo che anche nel XXI° secolo e oltre, il giornalismo, la buona scrittura e la deontologia, delle quali Sergio Lepri è stato primo Maestro, riescano a sopravvivere. Il mio amico Sergio aveva idee molto chiare anche in merito a ciò…” (G.B. per NL)

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