Giornalisti e giudici. Laudi: “Finché c’è precariato difficile l’autonomia”

«Ci sono elementi di consonanza fondamentale fra il giudice e il giornalista: la missione di entrambi è ricercare la verità e questa è una funzione che ha come condizione essenziale l’autonomia e l’indipendenza”


da Franco Abruzzo.it

Torino, 5 giugno 2008. «Ci sono elementi di consonanza fondamentale fra il giudice e il giornalista: la missione di entrambi è ricercare la verità e questa è una funzione che ha come condizione essenziale l’autonomia e l’indipendenza, ma finchè rimane una condizione di precariato è estremamente difficile rendere un servizio professionale veramente indipendente e autonomo». È quanto ha sottolineato, intervenendo all’incontro dell’associazione stampa subalpina ‘Essere giornalisti oggì, il procuratore aggiunto torinese ed esponente dell’Anm Maurizio Laudi. Laudi ha espresso una posizione condivisa anche dal segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, secondo cui «un giornalista che non gode di un contratto di lavoro solido, di garanzie economiche e delle necessarie regole del lavoro, è mortificato nella sua funzione e per ciò stesso meno libero e destinato a non poter garantire una corretta informazione».
Secondo il segretario della Fnsi «chi è precario non è sicuramente messo nelle migliori condizioni per operare in autonomia e in piena libertà. Questo vale per tutte le professioni e soprattutto per quelle che svolgono un’attività di garanzia democratica. Lavorare in forme -ha aggiunto- e con strumenti diversi per diffondere l’informazione su piattaforme multimediali non può significare promuovere il precariato». Riferendosi all’occasione per cui è stato promosso l’incontro di oggi, il centenario della Fnsi, Siddi ha sottolineato che «celebrare 100 anni non è un’occasione per fare retorica ma un momento per recuperare dalla nostra storia, fatta di rappresentanza di interessi dei giornalisti e promozione dell’autonomia, valori che ci servono per fare bene la professione e il sindacato di categoria nel presente che viviamo. L’Associazione stampa subalpina -ha concluso- è una delle più antiche d’Italia ed è per noi molto significativo che la prima manifestazione territoriale per i nostri cento anni parta da qui». (Adnkronos)

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