Giornalisti: Feltri assolto. Cassazione: “i giornali sono cani da guardia della democrazia e delle istituzioni (anche giudiziarie)”

La libertà di manifestazione del (proprio) pensiero garantito dall’art. 21 Cost., come dall’art. 10 della Convenzione Edu, include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d’interesse pubblico


dalla newsletter del sito Franco Abruzzo.it

La libertà di manifestazione del (proprio) pensiero garantito dall’art. 21 Cost., come dall’art. 10 della Convenzione Edu, include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d’interesse pubblico, dunque soprattutto sui modi d’esercizio del potere qualunque esso sia, senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche””.
Questa è una sentenza che onora tutta la Magistratura italiana.
Vince in Italia la visione americana del ruolo della stampa.
Botta micidiale indiretta al “ddl Mastella” sulle intercettazioni(che protegge i politici di destra e sinistra dalle “curiosità” dei cronisti).

ANSA/CASSAZIONE: I GIORNALI SONO CANI DA GUARDIA DELLA DEMOCRAZIA

Roma, 2 luglio 2007. I giornali sono i ‘cani da guardia’ della democrazia e pertanto gli articoli che attaccano l’operato della magistratura rientrano nell’esercizio di critica proprio della liberta’ di stampa. Per questo motivo la Cassazione ha assolto Vittorio Feltri (foto) denunciato per diffamazione dall’ex Pm Gherardo Colombo. La Corte d’appello di Brescia nel dicembre 2003 aveva condannato il giornalista a sei mesi (poi commutati in multa) per un editoriale pubblicato sul quotidiano ”Il Giorno” nel 1999, nel quale Feltri accusava il pool di Mani pulite di aver, ad un certo punto, svolto indagini solo su Silvio Berlusconi e non aver fatto la stessa cosa nei confronti degli ex comunisti. Accanto all’articolo compariva una foto di Colombo, circostanza che aveva fatto scattare la querela da parte del magistrato. La Cassazione (con la sentenza n. 25138) ha annullato la decisione dei giudici bresciani non solo perché, non si ravvisa nessuna accusa esplicita nei confronti di Colombo (semmai le critiche erano mosse all’intero pool di magistrati) ma anche perché, Feltri non è punibile in quanto ha agito secondo il diritto di critica garantito dall’art. 21 della Costituzione. ”Il ruolo fondamentale nel dibattito democratico svolto dalla liberta’ di stampa (dicono gli ‘ermellini’) non consente, in altri termini, di escludere che essa si esplichi in attacchi al potere giudiziario, perché, i giornali sono i ‘cani da guardia’ della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie”. (ANSA). Y84-NM/REN 02-LUG-07 17:12

ADNKRONOS/CASSAZIONE: FELTRI NON DIFFAMO’ POOL MANI PULITE = ANNULLATA SENZA RINVIO CONDANNA A SEI MESI del DIRETTORE di ‘LIBERO’.

Roma, 2 luglio 2007. Vittorio Feltri’ non diffamò il pool Mani pulite e in particolare il magistrato Gherardo Colombo. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio, con la sentenza n. 25138 depositata oggi, la condanna a sei mesi di reclusione inflitta al direttore di ”Libero” dalla Corte d’Appello di Brescia. Secondo la Suprema Corte, “il ruolo fondamentale nel dibattito democratico svolto dalla libertà di stampa non consente di escludere che esso si esplichi in attacchi al potere giudiziario”, perché ”i giornali sono i cani da guardia della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie”. In particolare, la Corte di Cassazione sottolinea: ”Non puo’ negarsi che la critica sia legittima anche quando ha ad oggetto l’attività giudiziaria. La libertà di manifestazione del (proprio) pen siero garantito dall’art. 21 Cost., come dall’art. 10 della Convenzione Edu, include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d’interesse pubblico, dunque soprattutto sui modi d’esercizio del potere qualunque esso sia, senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche”. Insomma, per quanto aspra, la critica sull’imparzialità della magistratura è espressione della libertà d’opinione tutelata dalla Costituzione e in questo senso l’affermazione contestata, “a un certo punto la macchina si ferma o meglio va avanti solo per incastrare Berlusconi”, non è diffamatoria. (Zla/Pe/Adnkronos) 02-LUG-07 16:11 NNNN

APCOM/CASSAZIONE: STAMPA CANE DA GUARDIA DEMOCRAZIA. NO alla condanna di FELTRI. Non diffamò pm Colombo. Libertà di opinione anche per critiche alle “toghe”.

Roma, 2 luglio 2007. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna a sei mesi di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Brescia a Vittorio Feltri per diffamazione a mezzo stampa. Nell’articolo “incriminato” veniva commentato in modo polemico l’operato del pool Mani pulite e, fra gli altri, del magistrato Gherardo Colombo. In particolare, era stata contestata l’affermazione: “a un certo punto la macchina si ferma o meglio va avanti solo per incastrare Berlusconi”. Per quanto aspra, la critica sull’imparzialità della magistratura è espressione della libertà d’opinione, tutelata dalla Costituzione: ha affermato la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 25138 depositata oggi, ha accolto il ricorso di Feltri e annullato, senza rinvio, la condanna pronunciata nel dicembre 2003 dal Tribunale di Brescia e poi confermata, due anni più tardi, dalla Corte territoriale. “Innanzitutto – si legge in uno dei passaggi chiave della sentenza della Suprema Corte – in linea teorica non può negarsi che la critica sia legittima anche quando ha ad oggetto l’attività giudiziaria. La libertà di manifestazione del (proprio) pensiero garantito dall’art. 21 Cost. come dall’art. 10 della Convenzione EDU, include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d’interesse pubblico, dunque soprattutto sui modi d’esercizio del potere qualunque esso sia, senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche”. Non è tutto. “Il ruolo fondamentale nel dibattito democratico – continua il collegio – svolto dalla libertà di stampa non consente in altri termini di escludere che esso si esplichi in attacchi al potere giudiziario”. Insomma, “i giornali sono i cani da guardia della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie”. (Apcom, Ald 02-LUG-07 15:48

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