Giurisprudenza di merito: l’identità personale lesa dalla falsità di una notizia

Il Tribunale di Roma pone in rilievo la tutela del diritto all’identità personale, quale diritto costituzionalmente garantito e che può venire leso anche in assenza di lesioni al decoro e/o alla reputazione della persona


Franco Abruzzo.it

di Sabrina Peron, avvocato in Milano

Nella sentenza (n. 16669/2008) decisa dalla prima sezione civile del Tribunale di Roma, viene in rilievo la tutela del diritto all’identità personale, quale diritto costituzionalmente garantito (art. 2 Cost.) e che può venire leso anche in assenza di lesioni al decoro e/o alla reputazione della persona. Secondo il Tribunale, nel caso di specie, la falsità della notizia pubblicata (che indicava una famosa attrice come una donna di grande fascino ed attrazione anche per aver fatto ricorso ad interventi di chirurgia estetica) ha dato luogo alla lesione del diritto all’identità personale; quest’ultima da intendersi come la proiezione del sé nel sociale e come diritto del singolo individuo ad essere descritto e rappresentato così com’è, senza alcun stravolgimento della sua personalità agli occhi del pubblico. In particolare, secondo il Tribunale di Roma, la lesione all’identità personale si sostanzia in una violazione del requisito della verità, anche solo putativa, che pur non dando luogo alla commissione di un reato, può ugualmente produrre un danno ingiusto (danno ingiusto che è presente in ogni lesione di un diritto della personalità) che, come tale, deve essere risarcito.

La Mondadori è stata condannata al pagamento di 7.500 euro (a titolo del risarcimento del danno non patrimoniale) e di metà delle spese legali per 7.500 euro. (da: http://www.personaedanno.it, che pubblica anche la sentenza)

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