Grillo, “New Yorker” lo racconta agli americani

Il settimanale ‘New Yorker’ dedica, nel suo numero di domani, un lungo profilo al comico Beppe Grillo, definendolo “il Michael Moore italiano” e raccontando le sue numerose iniziative per mettere a nudo la inefficienza e la corruzione della classe politi


Grillo ha galvanizzato gli italiani parlando della corruzione con irriverenza ed humour e con il fatto stesso di parlarne – scrive il settimanale in un articolo di sette pagine (con richiamo in copertina) intitolato ‘Beppe’s Inferno’, L’Inferno di Beppe – La stampa tradizionale italiana è controllata, o posseduta, dai partiti politici e dalle compagnie, le cui malefatte tendono ad essere ignorate o sminuite dalla Tv e dai giornali”. Il profilo racconta il successo di folla di Grillo alla dimostrazione di Piazza Maggiore a Bologna ed il successo del suo blog (l’ottavo più letto nel mondo, secondo Technorati) dove Grillo “non soltanto denuncia le ingiustizie dei politici ma gestisce una specie di governo parallelo completo con un gabinetto di consiglieri volontari, che comprendono l’architetto Renzo Piano e il commediografo Dario Fo”. L’articolo sottolinea che un sondaggio fatto il mese scorso ha mostrato che ‘Grillo e’ il personaggio politico al secondo posto come popolarità in Italia dopo il sindaco di Roma Walter Veltroni”. Il settimane ricostruisce la carriera di Grillo, ricordando la espulsione di fatto dalla Tv italiana dopo una battuta contro Bettino Craxi, e sottolineando che quando in dicembre il Dalai Lama si è recato in visita in Italia “dopo che il Papa e il premier Prodi avevano rifiutato di incontrarlo, si era invece incontrato con Grillo”.

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