Il Covid-19 sarà come l’Aids: dovremo imparare a conviverci per “sempre”. Ma, forse, il mondo sarà migliore

Covid 19

L’impatto del Covid-19 su certe attività potrebbe essere però meno rilevante di quello che pensiamo. E, forse, medio-tempore, con gli accorgimenti che dovranno essere introdotti il mondo sarà più vario e vivibile.
La post-emergenza porterà ad alcune innovazioni che, dopo un periodo di assestamento, miglioreranno lo stile di vita, la nostra salute e l’ecosistema.

Tre costanti

All’attuale stato di conoscenza del virus Covid-19, abbiamo tre costanti socio-economiche.

Convivenza

Il contagio difficilmente si azzererà e quindi dovremo imparare a conviverci, come con l’Aids. La possibilità che, come per la Spagnola o l’Ebola, il Sars-CoV2 perda virulenza fino a spegnersi si fa più flebile, lasciando il posto alla tesi di una presenza – nella migliore delle ipotesi – comunque latente. E’ possibile che il vaccino che alla fine giungerà non fornisca protezione assoluta e che le controindicazioni possano essere così rilevanti da sconsigliarne l’adozione incondizionata. Molto più probabile l’efficacia di terapie ad hoc, che comunque presuppongono la convivenza col Covid-19 e sue possibili mutazioni.

Out

Alcune attività economiche non potranno più esistere, quantomeno nella preesistente formulazione, in quanto le indispensabili misure protettive di fatto le limiteranno fortemente, fino ad azzerarne l’appeal.

In

Viceversa, altre emergeranno e si potenzieranno creando nuove opportunità di lavoro.
Salva una contingente crisi di liquidità e di riduzione più o meno rilevante del fatturato, alcuni settori avranno un impatto marginale sul proprio core-business, in funzione dell’appartenenza alla specifica classe di rischio individuata sulla base del livello di aggregazione sociale per l’avvio della fase 2 (verde/rischio basso, giallo/rischio medio e rosso/rischio alto).

Rischio basso

Alla prima (rischio basso) appartengono la filiera dell’edilizia, l’industria manifatturiera (agro-alimentare, tessile, chimica, metallurgica, di legno, carta e pelle, elettronica, auto, mobili), l’editoria ed i servizi professionali. Dopo un periodo di assestamento, presumibilmente semestrale, riprenderanno con sostanziale regolarità la produzione cinematografica, le attività immobiliari, le agenzie di viaggio e le biblioteche.

Rischio medio

Più complicata, ma comunque gestibile attraverso accorgimenti più o meno impegnativi, le classi di attività a rischio medio, quali gli eventi e gli assembramenti fisiologici (centri balneari, concerti, cinema, teatri, congressi, discoteche), la ristorazione le attività sportive (escluse quelle esterne, considerate a basso rischio), i negozi all’ingrosso (più bisognosi di accorgimenti quelli nei centri commerciali), l’istruzione, la scuola, i trasporti terrestri pubblici, i servizi alla persona e le collaborazioni domestiche.

Rischio alto

Difficile invece l’adeguamento delle attività a rischio alto, cioè il trasporto aereo, l’assistenza sociale e sanitaria non residenziale, che esigeranno profonde revisioni organizzative.

Nuove opportunità

Tutto ciò porterà a un importante sviluppo di servizi di adeguamento per le attività a rischio giallo e rosso, ad un esponenziale crescita dell’e-commerce di prossimità. La quasi totalità dei negozi e comunque di strutture di vendita al pubblico si doterà di piattaforme di e-commerce, che necessiteranno di una filiera organizzativa.

Un mondo migliore

Analogamente esploderanno l’e-learning, il biologico, l’ecosostenibilità, lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, il turismo locale e quello decentrato, cioè quello che avvantaggerà aree meno affollate, soprattutto all’aria aperta o comunque con livelli adeguati di distanziamento sociale. Ci sarà una grande esigenza di promozione di queste nuove forme di commercio, di cui beneficerà la filiera editoriale e pubblicitaria.
In definitiva, il mondo certamente cambierà.
E, forse, medio-tempore, in meglio.

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