Il destino terreno e analogico di Rete 4 appeso ad un emendamento?

Il Governo, come previsto, riformula la norma, ma l’ostruzionismo dell’opposizione resta duro e al momento del voto l’assenteismo detta legge.

Nel giorno in cui la maggioranza del Berlusconi IV registra la sconfitta per colpa del decreto in materia di “tutela della flora e della fauna protetta e dei nidi durante le fasi di riproduzione”, si dissolve ogni possibilità di dialogo sull’emendamento ribattezzato “salva-Rete 4”. E si congela, alla prima prova, il tavolo di conciliazione tra Berlusconi e Veltroni, mentre continua l’ostruzionismo di Italia dei Valori e del Pd , tanto che l’approvazione della norma è slittata. C’è chi spera, come Michele Meta (Pd), di arrivare addirittura a martedì della prossima settimana. L’approvazione del decreto prossimo alla decadenza e deve ancora passare dall’aula di palazzo Madama (Senato), rischia di arrivare vicino al termine. Una giornata movimentata, quella di ieri, a Montecitorio. Ottima invece per gli amanti dell’ostruzionismo ad oltranza. Una giornata inquietante per il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto che ha contato la mancanza di ben 102 deputati al momento della votazione. Assenze che non possono essere giustificate dall’orario della votazione, avvenuta poco dopo le quindici. Riassumiamo brevemente la situazione, già perlatro ampiamente dibattuta su queste pagine. In discussione è un decreto dell’8 aprile del Governo Prodi per attuare una serie di obblighi comunitari pena sanzioni europee. In questo contenitore di otto articoli sulle materie più disparate, dalla pubblica sicurezza e alla caccia e alla pesca fino alla parità dei diritti tra le persone a prescindere da religione, razza e sesso, il governo Berlusconi ha infilato una serie di emendamenti tra cui quello sulle frequenze tv (il richiamato 8.014). L’emendamento, in sostanza, nell’originaria formulazione (invero piuttosto irritante, va detto) lasciava la situazione sul fronte delle frequenze tv e i relativi diritti nello stato di fatto attuale, sostanzilamente ponendosi in stato di indifferenza verso le sentenze della Corte Costituzionale e della Corte europea di Giustizia. Ostruzionismo, polemiche e anche l’incontro di ieri con Michele Meta, Paolo Gentiloni e Giovanna Melandri, hanno quindi convinto la maggioranza ad apportare alcune correzioni. “Il governo riformula l’emendamento in materia di frequenze tv al decreto legge in due punti, accogliendo in parte le richieste venute dal Pd, in particolare dal capogruppo in commissione Trasporti Michele Meta”, annuncia a fine mattinata in aula Paolo Romani, sottosegretario alle comunicazioni. “In questo modo speriamo di sbloccare l’ostruzionismo”, si augura il neo rettore del dipartimento delle Comunicazioni del MSE. Alla ripresa dei lavori dell’aula (alle 15.00), non solo il Pdl si rende conto che l’ostruzionismo va avanti come e peggio di prima, ma è anche in minoranza nella votazione dell’emendamento 8.02. La presidenza dell’aula tocca a Rosy Bindi che, finiti gli interventi degli iscritti a parlare, mette in votazione una norma che ha a che fare con la protezione delle “specie faunistiche e volatili protette specie durante la nidificazione”. Ma per due voti il Pdl non ce la fa. Se Cicchitto e Vito glissano “su un banale incidente che non ha nulla a che fare con la politica”, l’opposizione sorride. “Quanti fannulloni oggi nei banchi della maggioranza” afferma con mediocre ironia la Melandri, “cosa farà ora il ministro Brunetta?”. A prescindere dalle considerazioni che non fanno che aggiungere colore ad una situazione dipinta a tinte fosche, è un fatto che ieri in aula vi fossero 102 deputati assenti tra i banchi del Pdl. Al netto di quelli giustificati perché in missione, erano tra i 60 e i 70 quelli di cui erano state perse le tracce in quella che era la prima votazione di rilievo nell’aula di Montecitorio. In serata il premier ha convocato a palazzo Grazioli il capogruppo Fabrizio Cicchitto e si è fatto portare i tabulati del voto. Per dare nome e cognome ad ogni assente. E capire se e quali messaggi al suo governo portano tutte queste assenze. (M.P. per NL)
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