Il Foglio giura di rimanere a galla nonostante alcune fughe di penne

Dopo le dimissioni di Casotto, Ferrante e Boncompagni, il direttore generale del quotidiano assicura che è “tutto sotto controllo”. Anche i numeri della diffusione non si rivelerebbero preoccupanti


Alcuni redattori dello storico quotidiano Il Foglio, stanno rassegnando le proprie dimissioni. E’ il caso del vicedirettore Ubaldo Casotto e del responsabile dell’economia Marco Ferrante che sono passati al Riformista e di Gianni Boncompagni che si è trasferito al Messaggero. Ci si chiede il perché del verificarsi di tali distacchi. “Nessuna fuga” spiega il direttore generale Michele Buracchio “perché il Foglio ha valorizzato, nel tempo, molti giornalisti. Quando questi hanno acquisito valori di mercato, se ne sono andati, è sempre accaduto. Noi non diamo stipendi molto alti”. Affermazioni rassicuranti dunque, nessuna tempesta all’orizzonte o possibilità di un declino del giornale. Anche i numeri delle diffusioni non allarmano. Il totale diffuso nel 2006 era pari a 24 mila copie al giorno. Nel 2007 la diffusione è scesa del 4,1%. Poi nel 2008 la moratoria contro l’aborto di Ferrara (foto) ha portato ad un aumento delle vendite circa del 15%. “Quindi dopo le elezioni di aprile, c’è stato un lieve calo. In maggio la media è stata attorno alle 21 mila copie al giorno, un buon risultato, comunque, se confrontato con quello di altri anni in cui avevamo promozioni commerciali”, ricorda Buracchio. Il 2007 si è chiuso con perdite pari a 120 mila euro, mentre nel 2006 la perdita è stata di circa 100 mila euro. Il tutto su un fatturato di 10 milioni di euro, in cui i ricavi pubblicitari ammontano a 2,2 milioni e i contributi pubblici sono pari a circa 3,8 milioni di euro. Prosegue Buracchio: “Nel 2007 i contributi sono calati, per legge, del 2%. Nel 2008 in primavera abbiamo lanciato l’edizione domenicale che ha un certo peso sui conti. Perciò possiamo stimare di chiudere il 2008 con una perdita superiore al 2007 di qualche centinaia di migliaia di euro. Tutto sotto controllo comunque”. E a chi chiede se siano vere le voci secondo le quali Ferrara passerebbe meno tempo in redazione, Buracchio, sicuro, risponde: “Ferrara è un direttore super presente. Anche dopo le elezioni è sempre stato qui in redazione. Ora si è preso 10 giorni di vacanza, se ne sta in barca. Ma le assicuro che la sua scheda telefonica gira che è un piacere, si fa tutta la chiusura, vede il giornale come se fosse nel suo ufficio”. Ferrara non appare più in tv da tempo ed ha anche smesso a maggio, come è solito fare, di condurre il programma su La7, Otto e mezzo. Ma tutto ciò comunque “non ha mai avuto impatti netti sulle vendite”. Insomma tutto fila liscio. E chi dava ormai il quotidiano per spacciato e destinato ad un inesorabile declino sarà costretto a ricredersi. Se lo dicono loro… (Sara Fabiani per NL)

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