Il settore radiotelevisivo ed editoriale: tra crisi economica, nuovi assetti e tante incertezze

Guerra politica sulla Vigilanza RAI; battaglie sugli ascolti; alterazione degli equilibri con il DDT; nuove procedure di infrazione per l’Italia. Solo DMT, in un mercato che vede nero, appare ottimista…


Settimana come sempre intensa quella trascorsa. Sul fronte radiotelevisivo imperversa a livello politico la questione della Commissione di Vigilanza RAI, mentre su quello degli ascolti la concessionaria pubblica assegna ad ottobre un duro colpo a Mediaset (che comunque si dimostra in salute finanziaria), ma invita i suoi dirigenti a risparmiare sui viaggi. E ancora: scioperi a Videonews, Murdoch guarda alla IPTv, il DDT altera gli equilibri dello share (anche se i dubbi sugli effetti concreti dello switch-off sardo rimangono) e su Euranet la radio italiana è esclusa. Intanto il settore ristagna e si annunciano tagli sui contributi tv per il 2010, ma DMT prevede un fatturato roseo in occasione della migrazione tecnologica. Non va meglio per l’editoria, dove sono annunciati praticamente ovunque tagli. Sul fronte giuridico va segnalato l’avvio della procedura d’infrazione comunitaria sulla normativa sulle frequenze utilizzabili in Italia dai ricevitori BC, quando interessanti novità giungono dalla Svizzera sulle frequenze TV per i servizi di telecomunicazione. Infuocata appare poi la polemica tra SIAE e FIMI sulla questione dei bollini, retaggio di un mondo che prima o poi finirà travolto dalla liberalizzazione, come insegna la prematura fine del tentativo di imbrigliare i blog, nuova frontiera della comunicazione su Internet, a sua volta universo virtuale non certamente scevro di passione come insegna la recente vicenda Yahoo-Microsoft. Non che vada meglio nel settore delle tlc, ancora una volta alle prese con l’ennesimo scandalo dei numeri 899 e delle bollette gonfiate.

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