Internet, una bottega tutta italiana

Cresce in modo esponenziale nel nostro Paese la frequenza degli acquisti su internet anche se la distanza rispetto al valore delle transazioni compiute in Paesi a noi collegati dalla rete telematica resta notevolmente ampia


Un cittadino su quattro, a Siena, acquista o vende su internet. La città del Palio è stata proclamata la scorsa settimana “Capitale di e-Bay”, il più grande mercato elettronico del mondo, che vanta già 5 milioni di utenti in Italia. Tra le città più attive abbiamo Pisa, Cagliari e Bologna, mentre Milano e Roma sono al quinto e settimo posto. Il valore totale di questo mercato ha raggiunto in Italia i 4,1 milardi nel 2006, con stime di crescita del 30% per il 2007 e del 44% rispetto allo scorso anno, nel periodo compreso tra novembre e dicembre. E’ perciò evidente che l’e-commerce sta diventando un fenomeno di massa, non più legato solo ad alcune fasce di utenti, e comunque di portata tale da indurci a valutarne l’impatto sulla dinamica delle relazioni sociali e sul modo di gestire gli spazi ed i tempi della vita quotidiana. Il volume delle transazioni nel resto d’Europa si è attestato, per il 2006, su 135 miliardi di euro, mentre negli Stati Uniti esse rapprendano ormai il 10% delle vendite al dettaglio. A rendere il commercio telematico un caso tutto italiano contribuiscono diversi fattori concomitanti ed interagenti su più livelli. In primo luogo la nostra forma mentis, poco incline a considerare la tecnonologia come volano per amplificare i rapporti commerciali, i ritardi nell’adozione della banda larga, i costi e le prestazioni della logica distributiva. Di estrema rilevanza è anche la carenza di offerta on-line in molti settori, soprattutto quelli che vendono prodotti fisici (abbigliamento, arredamento, alimentari). All’estero questi generi merceologici pesano per il 50% dell’offerta, mentre in Italia solo per il 5%. Da noi è il turismo a farla da padrone, con il 50% del volume dell’offerta; seguono l’informatica ed elettronica di consumo (19%) e le assicurazioni (10%), mentre l’abbigliamento e l’editoria rappresentano solo il 3% ciascuno sul totale. Nel 2007 il 70% degli acquisti viene realizzato con carta di credito, il 10% tramite Paypal, mentre il pagamento in contrassegno o bonifico si attestano sul 7% del totale. Infine, va rilevato come le frodi, intese come disconoscimento della transazione da parte del cliente, si attestano su qualche decimo di punto percentuale. Quindi se la rete telematica rappresenta il mezzo più veloce, economico e completo per informarsi prima di un acquisto, a comprimere questo sistema di gestire le transazioni è la “ sfiducia” tutta italiana nei confronti dei pagamenti on line. (Paolo Masneri per NL)

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