La campagna elettorale entra nel vivo e Berlusconi se la prende con Santoro

L’editto bulgaro non esiste e il conduttore continua a fare uso criminoso del mezzo pubblico: tornano alcuni cavalli di battaglia di un Berlusconi che pare essersi svegliato, infiammando i toni del dibattito pre-elettorale


Come da molti paventato, si sono alzati negli ultimi giorni i toni della campagna elettorale. Dopo un inizio a salve, in cui gli attacchi reciproci degli ultimi anni sembravano essersi smorzati, a poco più di dieci giorni dalle urne, tornano gli scontri dialettici che avevano infiammato i mesi precedenti alle elezioni vinte dal centro-sinistra nel 2006.
Protagonista di questa “impennata” è stato Silvio Berlusconi (foto) che, in diretta da Milano, in videochat con il Corriere.it, ha rilanciato alcuni dei suoi celebri cavalli di battaglia: la negazione dell’editto bulgaro. Nel corso di una discussione a tutto tondo con il giornalista Pierluigi Battista, sui temi della campagna elettorale, il candidato premier del Pdl è tornato a parlare del dominio della sinistra sulla Rai ed ha sferzato un colpo basso al conduttore di Annozero, Michele Santoro. “L’editto bulgaro è una delle grandi menzogne – ha sostenuto davanti alle webcam di Corriere.it – Io non ho mandato a casa Santoro. Ho soltanto detto a Biagi e Santoro di non fare un uso criminoso della tv, cosa che Santoro continua impunemente a fare”. Queste parole non suonano certamente nuove, si tratta di un let motiv che Berlusconi porta avanti da anni. Ciò che, invece, rappresenta una novità è il recente inasprimento dello scontro, del cui puzzle questo attacco rappresenta solo un piccolo tassello, dopo le premesse di una campagne elettorale pacata e senza violenze verbali. Persino la grande vittoria di Milano per l’Expo 2015 è stato argomento per attacchi trasversali tra il candidato premier del Pdl (“Il merito è mio, che ho convinto alcuni delegati, non certo del governo Prodi”) ed il Primo Ministro uscente (“Deve vergognarsi”). Poi, Berlusconi è tornato a parlare di Santoro: “L’uso criminoso di una televisione pubblica pagata con i mezzi di tutti consiste nell’attaccare gli avversari senza dare a questi avversari la possibilità di una replica”. Per finire, ha proposto un decalogo di regole da rispettare per i giornalisti, anche per quanto concerne l’immagine, sottolineando la necessità dell’utilizzo della cravatta in televisione. “Ho visto in tv un giornalista che leggeva le notizie senza cravatta: non sono un parruccone, ma è mancanza di rispetto per il pubblico”.
Sempre a proposito di campagne elettorale, Berlusconi è stata la prima “vittima” dei classici scherzi del primo aprile. Anzi, ha bruciato tutti sul tempo, smentendo delle dichiarazioni attribuitegli, addirittura quando le mezzanotte ancora non era scoccata. Telelombardia, infatti, ha diffuso ieri sera, con un comunicato, delle dichiarazioni di Berlusconi secondo cui, in caso di pareggio sostanziale al Senato, “la soluzione migliore sarebbe un governo di buon senso, non di parte”. E via con i nomi: Massimo Cacciari o Mario Monti i più gettonati come possibili ministri. Ovviamente si trattava di un pesce d’aprile dell’emittente lombarda, per stemperare un po’ i toni inaspritisi durante la giornata. E la smentita di Berlusconi non ha tardato ad arrivare. (Giuseppe Colucci per NL)

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