La giungla tecnologica della tv digitale

Le tv di ultima generazione mettono le ali al mercato: a giugno 2008 ne sono state vendute oltre 300 mila pezzi, quasi tutte HD. Ma di trasmissioni HD se ne vedono poche


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Le tv di ultima generazione mettono le ali al mercato: a giugno 2008 ne sono state vendute oltre 300 mila pezzi, e se ne stimano in giro per l’Italia diversi milioni: tutte (o quasi) con decoder digitale integrato e schermo piatto. Tutte (o quasi) full hd (high definition) o hd ready. Tv pronte quindi a ricevere programmi con definizione piu’ o meno alta. Ma comunque migliore di quella a cui siamo stati abituati in questi anni.
Peccato – e molti italiani se ne stanno accorgendo solo ora – che di alta definizione da noi se ne veda davvero poca. E che per gustarsi quella che c’e’, occorra un apposito decoder (l’ennesimo) a volte incompatibile con le offerte premium del digitale terrestre. Una giungla tecnologica, insomma, in cui i broadcaster stanno facendo ancora troppo poco per tracciare il proprio sentiero. Mediaset ha iniziato dal marzo 2007 una sperimentazione in Sardegna (nella zona di Cagliari) con Retequattro. La Rai, fatta eccezione per qualche pillola di hd in occasione dei grandi eventi (le Olimpiadi di Pechino prevedono 3 ore al giorno in hd su RaiSportPiu’ visibili a Roma, Torino, Milano, Sardegna e Valle d’Aosta) e’ ancora molto stitica. E ha promesso il primo canale in alta definizione solo per il 2009.
Pochi contenuti in hd, dunque, e nel caso parecchio costosi: l’unica piattaforma che sfruttando lo spazio satellitare ha un piccolo bouquet in alta definizione e’ Sky Italia. Offre sei canali (Cinema, Sport 1 e 2, Next, National Geographic ed Europsort ), ma per vederli anche qui occorre un apposito decoder (costa un centinaio di euro) e un canone di 7 euro al mese evitabile facendo l’abbonamento ad almeno un paio di “pacchetti”. Tempi lunghi, insomma, per l’hd tricolore, mentre all’estero c’e’ gia’ chi studia la super definition (per il cinema) e l’ultra definition (anche per uso domestico). Solo spegnendo la vecchia televisione analogica si libereranno le frequenze necessarie per la sperimentazione in tutto il Paese di Rai, Mediaset e TiMedia. E si potra’ dar spazio – ecco un’altra grossa lacuna – a quella interattivita’ sbandierata per mesi sui quotidiani e mai giunta nei salotti. Quante “finestre” in piu’ la Rai – che oggi ha di fatto “oscurato” la partita di calcio Brasile-Argentina in nome dell’atletica – avrebbe potuto aprire sulle Olimpiadi di Pechino! Hd e interattivita’, dunque: due motivi in piu’ per il governo Berlusconi per accelerare lo switch off del 2012. (Gianluca Vacchio – Il Velino)

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