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Governo convoca Fieg e Fnsi per la ripresa del negoziato; Usa: grande catena vuole i lettori come reporters; Tv polacca: striptease delle ancorwomen per lo share


Governo convoca Fieg e Fnsi per la ripresa del negoziato.

Roma, 8 novembre 2006. Soddisfazione nel governo per i primi segni di disgelo nella contrapposizione Fieg-Fnsi e nuovo invito alle parti a sedersi ad un tavolo con la mediazione dello stesso governo. E’ quanto si rileva da una dichiarazione congiunta del Ministro del Lavoro Cesare Damiano e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria Ricardo Franco Levi. ”Siamo lieti – affermano Damiano e Levi – che il nostro invito a considerare la ripresa del dialogo sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti nel quadro di una revisione organica delle norme che governano il settore dell’editoria abbia trovato oggi incoraggianti risposte nelle dichiarazioni del Presidente della FIEG Boris Biancheri e del Segretario Generale della FNSI Paolo Serventi Longhi”. ”L’informazione – aggiungono – è componente essenziale e necessaria della democrazia e nessuno sforzo può essere risparmiato per garantire che i cittadini ne possano godere senza interruzioni. Per questo, alla luce delle nuove espressioni di disponibilità al confronto, rinnoviamo a editori e giornalisti l’invito a sedersi con noi attorno a un tavolo per concordare modi e tempi della ripresa del dialogo e del negoziato. Nei prossimi giorni preciseremo questo invito indicando giorno, ora e luogo per un primo incontro”. (ASCA, min/min 082021 NOV 06).

Fieg: “Sì al contratto se ci sarà una nuova legge sull’ editoria”

Roma, 8 novembre 2006. Al momento “non ci sono le condizioni” per riaprire una trattativa sul contratto di lavoro giornalistico, ma “il contratto può essere affrontato se esistono dei mutamenti delle condizioni generali, incluse quelle che possono essere determinate da una revisione della legge sull’editoria”. Lo ha detto il presidente della Federazione italiana editori giornali, Boris Biancheri al termine di un’audizione alla Commissione Lavoro del Senato. La commissione ha convocato oggi la Fieg e la Fnsi per parlare appunto della trattativa sul contratto.

“Questa trattativa – ha spiegato Biancheri al termine dell’audizione – è stata interrotta tre volte da parte della Fnsi, accompagnate da proclamazione di scioperi che sono già arrivati alla consistente cifra di 12 giorni e pare se ne propongano di aggiuntivi. Dopo tre interruzioni da parte della Fnsi gli editori ritengono che tocchi a loro decidere quando riprenderla, con le condizioni per portarla a termine. Perché questo è il problema. Ora le condizioni non ci sono. Né riteniamo che la proclamazione di altri scioperi la favoriscano, anzi danneggiano l’opinione pubblica che non è informata e perde informazione, danneggiano i giornalisti, danneggiano gli editori e non risolvono il problema”. A chi gli chiedeva se esiste un collegamento tra la trattativa con la Fnsi sul contratto giornalistico e le norme che riguardano l’editoria che possono essere inserite in finanziaria o in una nuova legge di riforma del se ttore, il presidente Fieg ha spiegato: “Il settore dell’editoria ha bisogno di una nuova legge e il contratto forse può essere affrontato se esistono dei mutamenti delle condizioni generali, incluse quelle che possono essere determinate da una revisione della legge sull’editoria. Allora a quel punto – ha aggiunto – forse cambiano pure le condizioni e le possibilità di risolvere il contratto: ma io devo vedere com’é fatto il mondo e poi se ho visto come è fatto il mondo decido come si può fare questo contratto. Non è che prima faccio il contratto poi aspetto che cambi il mondo”. C’é quindi un legame tra le due cose? “Evidentemente si”, ha aggiunto Biancheri. “Perché se ci sono delle condizioni generali mutate è chiaro che anche le condizioni delle parti muterebbero, sono sicuro che anche la posizione della Fnsi muterebbe se mutassero radicalmente le condizioni di contesto”. (ANSA).

Fnsi: “Se parte il tavolo si valut erà lo stop allo sciopero di sette giorni”

Roma, 8 novembre 2006. “Le parole del presidente Boris Biancheri mi pare sottintendano una disponibilità ad accogliere la proposta avanzata dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero del lavoro di realizzare un tavolo a 360 gradi con noi e la Fieg, e con tutti gli altri soggetti della comunicazione, per cambiare la situazione dell’editoria e dell’informazione”. Lo ha detto il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, al termine dell’audizione nella commissione lavoro del Senato, a cui ha partecipato anche il presidente Franco Siddi, che era stata preceduta da quella della Fieg. “Un tavolo – ha aggiunto Serventi – con anche il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che ha appena proposto un suo ddl, sul tema del sostegno all’editoria quotidiana e periodica, credo possa aiutare noi e la Fieg ad aprire un contestuale tavolo di trattativa sul rinnovo del contratto giornalistico. Non chiediamo di firmare il contratto prima, ma che l’apertura del tavolo sia contestuale”. Il segretario ha poi precisato, rispetto alle dichiarazioni di Biancheri, che “la Fnsi non ha interrotto la trattativa per tre volte”, ma è stata sospesa una sola volta. “Da allora è trascorso un anno – ha aggiunto Serventi – sono cambiate molte cose, c’é una proposta di riforma della legge Maroni, della legge 30, sul precariato, sul lavoro autonomo. La risposta di Biancheri è positiva se ci sono le condizioni per portare a termine la trattativa. Se questa è un’apertura, siamo pronti ad accoglierla, se questo è un modo per subordinare ogni possibilità di formare il contratto ad un aumento delle risorse per gli editori, continuiamo ad essere preoccupati”. Il presidente della Fnsi Franco Siddi, da parte sua sostiene che “quanto detto da Biancheri merita di essere verificato: il nuovo si costruisce affrontando il dialogo non fuggendolo”. Per Siddi “le sue parole possono creare condizioni nuove ma serve una verifica da parte del governo, mentre le parti non si parlano per colpa della Fieg”. Nel frattempo il sindacato dei giornalisti va avanti per la strada degli scioperi annunciati: “Martedì inizia l’assemblea generale – ha spiegato Serventi – a cui la Giunta Fnsi porta la sua proposta unanime. Una proposta che non è un dogm”. Quindi “il 15 la Giunta metterà sul tavolo la sua proposta e poi si deciderà tutti insieme. Non c’é contraddizione tra la forte iniziativa di lotta e l’apertura al dialogo. Se le parole di Biancheri determineranno l’apertura del dialogo e il tavolo a 360 gradi partirà, valuteremo la possibilità di sospendere. Però nel frattempo l’assemblea di mercoledì uscirà con una proposta di sciopero forte e articolata”. (ANSA).

Usa: grande catena vuole i lettori come reporters

di Cristiano Del Riccio

Washington, 7 novembre 2006. Trasformare i lettori in giornalisti o perlomeno in collaboratori attivi. Questo l’ambizioso piano annunciato dalla maggiore catena di giornali degli Stati Uniti – la Gannett Co., che pubblica 89 quotidiani in America, compreso il più venduto della nazione, Usa Today – nel tentativo di invertire la tendenza che vede una perdita progressiva di lettori della carta stampata a vantaggio di altri media elettronici, come Internet. La Gannett ha sollecitato i suoi giornalisti a dare un ruolo più attivo ai lettori pubblicando storie basate su informazioni ottenute con la collaborazione sempre più attiva di bloggers, di persone che partecipano ai dibattiti online e, soprattutto, dei lettori più intraprendenti dei giornali della grande catena. Il successo più clamoroso del nuovo orientamento è simboleggiato da quanto accaduto alcuni mesi fa nella redazione del quotidiano ‘The News-Press’ in Florida (appartenente alla Gannett) quando diversi lettori avevano scritto al giornale per denunciare il costo esorbitante delle spese di allacciamento delle nuove abitazioni alla rete idrica e fognaria locale, sfiorante a volte i 30 mila dollari. “Invece di chiedere ai nostri giornalisti di avviare una inchiesta sul problema per pubblicare poi alcuni mesi dopo i risultati delle loro indagini – ha spiegato la direttrice del giornale Kate Marymont – abbiamo preferito seguire una strada diversa sollecitando i nostri lettori ad aiutarci a capire la ragione di tali costi”. La reazione entusiastica dei lettori aveva spiazzato il giornale (che ha una circolazione di 100 mila copie): una valanga di telefonate e di e-mail avevano cominciato a investire la redazione. Inoltre i lettori avevano cominciato a organizzarsi in modo spontaneo per indagare sulle cause del problema. Gruppi di ex-ingegneri avevamo cominciato a studiare gli eventuali problemi di allacciamento alle strutture già esistenti. Esperti in contabilità avevano fatto le pulci, voce per voce, ai costi calcolati dalla compagnia locale. Ma le informazioni più preziose erano giunte da un lettore che lavorava per la compagnia locale responsabile dei costi massicci: l’insider aveva inviato al giornale documenti riservati su irregolarità nella assegnazione dei contratti. Il risultato di questo lavoro di team era stato immediato: le autorità locali avevano ridotto del 30 per cento il costo degli allacciamenti mentre un funzionario si era dimesso. E’ un modello che entusiasma i dirigenti della Gannett che desiderano inoltre unificare la raccolta delle informazioni in un Centro Operativo elettronico condiviso da tutti i giornali del gruppo in servizio 24 ore al giorno. Nei progetti del gruppo il Centro Operativo dovrebbe diventare “una piattaforma agnostica: da qui le notizie e le informazioni saranno diffuse ai media che meglio le possono utilizzare, cio é quotidiani, servizi online, servizi mobili, video o altri generi non ancora inventati. Saranno i nostri clienti a decidere il modo migliore per fruire di tali notizie”. (ANSA).

Tv polacca: striptease delle ancorwomen per lo share

Varsavia, 7 novembre 2006. Striptease per aumentare l’audience: accade in Polonia, dove le ‘ancorwomen’ del telegiornale del nuovo canale via satellite ‘Superstacja’ (superstazione) si toglieranno i vestiti e rimarranno completamente nude alla fine del tg. E’ quanto riferisce oggi il giornale ‘Dziennik’ (quotidiano), precisando che si tratta del primo “tabloid televisivo” commerciale ideato da Ryszard Krajewski, un emigrato polacco negli Stati Uniti rientrato in patria, il quale con l’idea dello striptease conta di aumentare fortemente lo share. “Non e una cosa nuova, programmi del genere ci sono gia negli Usa, in Canada, in Russia o nella Repubblica ceca”, ha spiegato il responsabile del programma Michal Gulewicz, aggiungendo che le presentatrici che si stanno allenando per l’ operazione seduzione in tv sono sei e sono “tutte molto intelligenti e consapevoli della loro bellezza”. Il telegiornale sara basato su notizie che fanno sensazione e scandalo, in linea con tutti gli altri programmi della rete privata. Per evitare le proteste di organizzazioni cattoliche e famiglie con bambini piccoli, il tg ‘nude-look’ di ‘Superstacja’ sara trasmesso dopo le 23:00. I programmi dovrebbero partire da lunedì prossimo. (ANSA).

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