DAB-S, Sirius riduce le perdite, in crescita gli abbonati

fatturato del terzo quarto sale a 167,1 milioni di dollari, con una crescita anno su anno di ben il 150%


da Radio Passioni

Per completezza di informazione (ma anche per fornire un quadro più utile ai potenziali emulatori della digital satellite radio in Europa), torniamo a dare i numeri sulla radio satellitare americana dopo la pubblicazione, questa mattina, della trimestrale Sirius. Il fatturato del terzo quarto sale a 167,1 milioni di dollari, con una crescita anno su anno di ben il 150%. Un aumento, precisa SIrius, dovuto essenzialmente ai quasi tre milioni di abbonamenti in più rispetto al 2005. Un dettaglio interessante nel confronto con la trimestrale del concorrente XM emerge a proposito di SAC, il costo per ogni abbonato in più. Che nel caso di XM sale, ma per Sirius scende in modo cospicuo, del 23%: oggi Sirius spende 114 dollari lordi per ogni nuovo abbonato, contro i 149 del terzo quarto 2005 (per XM, malgrado l’aumento, la cifra resta più bassa in termini assoluti). Il trimestre si chiude per Sirius con 5.119.308 sottoscrittori (+135% anno su anno), con un numero di nuovi abbonamenti netti pari a 441.101: negli ultimi tre mesi sei abbonati alla radio satellitare su dieci hanno scelto Sirius. Le nuove leve arrivano in egual misura dai canali di distribuzione retail e dal canale degli acquirenti di automobili con autoradio satellitare. Notizie buonine anche per l’ARPU, il fatturato medio per singolo abbonato, che avanza lentissimamente da 11,15 a 11,17 dollari, ma a questo conto contribuisce la quota di pubblicità netta aggiuntiva ricavata dall’operatore e spalmata sul numero degli abbonati, 49 centesimi contro 26. E’ un dato comunque interessante, perché dimostra che il canale satellitare comincia a essere ambito anche da sponsor e inserzionisti. Sul piatto negativo della bilancia, cresce leggermente il churn rate, mentre le perdite sono in calo. Se il terzo trimestre 2005 si era chiuso con una perdita di 180,4 milioni, questo vede le perdite “ridotte” (si fa per dire) a 162,9 milioni di dollari. Secondo TheStreet.com Sirius punta a chiudere l’anno a quota 6,3 milioni di abbonati per un fatturato previsto di 615 milioni. Tra le scommesse future c’è la speranza di ottenere un aumento della percentuale di apparecchi riceventi pre-installati in fabbrica sui modelli delle major automobilistiche.
Non è il caso di pubblicare qui l’intero comunicato, piuttosto lungo per l’infinita sfilze di “guidance” (indicazioni sull’andamento futuro). Il testo si trova facilmente sul sito. Ma vale la pena riportare alcune delle nuove iniziative citate, tra cui l’apertura di un canale distributivo su Internet che mette a disposizione 75 canali Sirius a 12,95 dollari al mese, e il lancio del primo ricevitore satellitare con capacità Wi-Fi, Stiletto 100. L’apparecchio portatile consente di memorizzare 100 ore di programmazione dal satellite e permette di accedere all’offerta Sirius da Internet nei punti di presenza di una rete Wi-FI, oltre che contrassegnare e acquistare le canzoni preferite attraverso lo Yahoo! Music Engine. Come annotazione del tutto personale applaudo alla creazione, in collaborazione con The Metropolitan Opera, del canale Metropolitan Opera Radio, il “definitive radio channel for opera lovers”. Proprio come in Italia, la patria del belcanto, no?

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