Libri. Le leggi antiebraiche e razziali italiane ed il ceto dei giuristi

L’opera in esame si prefigge l’’obiettivo di analizzare le leggi antiebraiche e razziali, emanate tra il 1938 e il 1945, dal punto di vista strettamente giuridico, attraverso un puntuale richiamo testuale.

Numerosi sono stati gli studi e i contributi dedicati alla normativa degli anni 1938-1945: il presente volume si propone di studiare, sotto forma di analitico saggio storico, in particolare le ‘leggi della vergogna’ che, muovendo dalla negazione radicale di quelle regole basilari e punto di partenza della legislazione di ogni paese civile, hanno scosso le fondamenta dell’ordinamento giuridico italiano dell’epoca. Oggetto d’indagine dell’opera sono, perciò, le leggi razziali, vale a dire le leggi emanate contro gli ebrei, ma anche quelle riguardanti il trattamento dei cosiddetti nativi delle colonie africane dell’Italia: leggi al servizio dello Stato, proposte e scritte da un nugolo di ‘giuristi di regime’, disponibili a tradurre in un linguaggio ‘tecnico’ le direttive del partito. Leggi che non hanno tenuto conto del sentimento di italianità, di appartenenza e affetto nei confronti di uno stato in cui le minoranze si erano insediate e integrate da secoli. Nonostante l’agevole accessibilità e lettura delle leggi antiebraiche, l’autore Giuseppe Acerbi, ha ritenuto opportuno, per comodità del lettore, pubblicare in Appendice il testo dei principali decreti e leggi razziali. Il volume, edito da Giuffrè Editore (www.giuffre.it), è disponibile alla vendita al costo di € 35,00. (V.R. per NL)
 
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