Maurizio Lupi: da Comunione e Liberazione alle chat line con la Camera

Il vice direttore della Camera, con delega alla Comunicazione Istituzionale, ha dato corpo ai progetti di riforma della tv satellitare voluta da Fini.

È stata presentata in agosto alla stampa la nuova tv satellitare sperimentale, dedicata alla Camera dei Deputati. Tre ore di striscia quotidiana, per cinque giorni alla settimana ed un canale diretto con Montecitorio (con servizi d’approfondimento curati dai servizi parlamentari Rai), anche grazie agli aggiornamenti del portale www.camera.it, con tanto di proposta di creazione di una chat line diretta tra gli utenti del web e la Camera dei Deputati: questo è quanto il lavoro congiunto del presidente Gianfranco Fini e del vicepresidente, con delega alla Comunicazione Istituzionali, Maurizio Lupi, ha partorito. Ma vediamo più nel dettaglio chi è Maurizio Lupi, ciellino di nascita e berlusconiano d’adozione. Ciellino di nascita e berlusconiano d’adozione si diceva, Maurizio Lupi è giornalista pubblicista dal 1984 (anno della sua laurea in Scienze Politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sua città di nascita). Ha collaborato con “il Sabato”, come Assistente personale dell’Amministratore Delegato prima e come Direttore Marketing poi. Poi è passato alla carriera politica, dapprima nelle giunte Formentini ed Albertini al comune di Milano e poi, delfino di Roberto Formigoni (anch’egli ciellino doc), alla Camera dei Deputati dal 2001 (rieletto nel 2006 e nel 2008). Noto per il suo stretto legame con Monsignor Fisichella, ex parroco di Montecitorio ed attuale Presidente della Pontificia Accademia della Vita, Lupi è conosciuto in quanto organizzatore dei pellegrinaggi dei parlamentari nei luoghi sacri della cristianità, da Gerusalemme al monte Athos, passando per “El camino de Santiago”, nonché come padrino del battesimo (evento mediatico della scorsa Pasqua) di Magdi Allam. All’inizio della legislatura il Presidente del Consiglio gli aveva destinato (e promesso) la poltrona di Ministro della Sanità: figurarsi un ciellino della prim’ora a capo del ministero della sanità, specie in periodo di scontri feroci sui temi dell’eutanasia, della fecondazione assistita, del diritto alla vita ed, addirittura, degli strascichi revisionisti ed anacronistici riguardo il diritto all’aborto, come la lista presentata alle passate politiche da Giuliano Ferrara. La riduzione dei dicasteri per venire incontro a necessità di tipo economico l’ha reindirizzato verso la vice presidenza della Camera, al servizio di Gianfranco Fini, che gli ha dato la delega alle Comunicazioni Istituzionali di Montecitorio e gli ha chiesto aiuto nella realizzazione della riforma sostanziale della tv satellitare della Camera. (G.M. per NL)

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