Mediaset, futuro incerto?

Difficile fare previsioni sulle potenzialità di sviluppo dell’azienda. Nel dubbio, le banche d’affari rivedono al ribasso le loro valutazioni


Contrariamente a quanto il ritorno di Silvio Berlusconi al Governo possa far pensare, non si prospetterebbero tempi tanto facili per Mediaset. Sebbene i primi 5 mesi dell’anno si siano chiusi con un discreto aumento della raccolta pubblicitaria (+ 3% rispetto al 2007), le proiezioni relative ai mesi a venire sono piuttosto pessimistiche. Dovremmo assistere, almeno stando a quanto dichiarano gli analisti delle principali banche d’affari internazionali, ad un raffreddamento dei mercati pubblicitari, sia in Italia che in Spagna (dove Mediaset controlla Telecinco). Le criticità a cui Mediaset dovrà far fronte non sono però solo quelle legate all’andamento e alla stagionalità della raccolta pubblicitaria. Forse per la prima volta negli ultimi vent’anni, per il Biscione si pone anche un problema di strategia aziendale. O meglio, di incertezza legata agli scenari futuri, che è un po’ la stessa cosa, in termini di non prevedibilità dei futuri utili. Fattore questo che ha spinto gli analisti a rivedere al ribasso i loro giudizi sulla principale azienda di comunicazione del nostro paese. Il fatto è che nessuno sa cosa succederà nel corso dei prossimi anni. Data per assodata la crisi della tv generalista, chi può dire chi uscirà vittorioso dalla sfida tra tv via satellite, digitale terrestre, televisione via cavo, pay-tv e pay-per-view? Difficile, forse impossibile, fare delle previsioni sensate. Non resta che assistere ad una guerra fra bande che si annuncia senza esclusione di colpi. Per quel che riguarda l’Italia, la partita più importante all’orizzonte è quella dei diritti televisivi dei campionati di calcio 2010-2012 che Mediaset e Sky si contenderanno. In questa situazione di incertezza, tra i litiganti, c’è però qualcuno che gode, ed è chi ha investito o sta investendo nelle infrastrutture di trasmissione. Torri e ripetitori sembrano infatti fare gola a molti operatori del mondo delle telecomunicazioni. Gestire questi asset si può rivelare un inaspettato fattore di competitività e redditività. E’ un po’ come quando si organizzano i tornei di calcetto a cinque con gli amici: per quanto siano divertenti e combattuti gli scontri, alla fine della serata, chi ci ha guadagnato di più è sostanzialmente uno solo: il proprietario del campetto di calcio, che si presenta a chiedere il conto! (Davide Agazzi per NL)

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