Mercato della comunicazione: AssoComunicazione stima un calo del 5,9% a fine anno

Previsioni negative sul mercato della comunicazione italiano sono emerse dal rapporto “Comunicare Domani 2009” presentato a Milano lo scorso 30 giugno da AssoComunicazione. L’analisi, realizzata dal Centro Studi AssAP Servizi, stima infatti che, a causa della recessione e della crisi globale, il mercato alla fine di quest’anno “subirà un decremento del 5,9%, tornando sotto la soglia dei 19 miliardi di euro, dopo che negli anni precedenti si era posizionato intorno ai 20 miliardi di euro”. Quanto agli investimenti pubblicitari, in particolare, è prevista una flessione del 12,3%. Ad essere maggiormente colpiti dalla crisi saranno gli investimenti nel sistema dei media; meno, invece, quelli nel direct marketing, relazioni pubbliche, promozione ed eventi, dove lo studio stima un incremento totale del 1,2 per cento (con il direct marketing stabile, le relazioni pubbliche in crescita del 2,4%, la promozione del 1,1% e gli eventi del 3,8%). Nell’ambito dei media, come spiegato da Marco Muraglia, Presidente della Consulta Media AssoComunicazione, “l’Italia condivide con il resto delle economie occidentali alcuni mega-trend: la crescita del digitale, la tenuta relativa della TV e la crisi strutturale della stampa”. Quindi, se l’indagine prevede una crescita, sia pure più contenuta rispetto al passato, dei media digitali, ed in particolare di Internet, con una chiusura attesa di + 9,3 %, drastiche stime riguardano invece la stampa con un decremento del 21,5%, dato che conferma la debolezza del mezzo, dovuta alla sua difficoltà nel trovare un nuovo modello di business. Con la conseguenza che, come prevede AssoComunicazione, il settore della carta stampata dovrà affrontare un processo di selezione naturale delle testate e degli operatori. Non va bene neanche per la Tv, con un calo previsto del 10%, anche se a favore del mezzo AssoComunicazione segnala la sua confermata centralità nel sistema dei media, determinata anche dalla crescita attesa delle Tv digitali in termini di ascolto e di raccolta pubblicitaria (terrestri a +20% e satellitari a + 1,7%). Una tendenza, questa, supportata dal progressivo passaggio alla tecnologia digitale terrestre. L’indagine stima poi un decremento anche per le radio (-9,4%) e per l’out of home (-13,9%), anche se, trattandosi di mezzi insostituibili nell’occupazione del tempo fuori casa e considerato lo sviluppo della Mobile Advertising, viene ipotizzato che la loro ripresa non tarderà ad arrivare, non appena migliorerà la situazione globale. La crescita del digitale, sia come strumento di marketing di relazione, sia come media ed, in particolare, l’andamento positivo di Internet sono tra le previsioni più interessanti del rapporto, secondo cui la Rete diventerà in Italia il terzo mezzo dopo TV e Stampa, ponendo così il nostro paese in linea con i più sviluppati mercati internazionali. Se questo è il quadro ipotizzato al tempo della crisi, importanti cambiamenti caratterizzeranno il mercato della comunicazione una volta superata la fase della recessione. Secondo Matteo Cardani, Presidente del Centro Studi AssAP Servizi, “Il fatto su cui tutti gli operatori di mercato sono piuttosto concordi è che difficilmente, dopo questo ciclo negativo, tornerà tutto come prima e che per il mercato pubblicitario lo scenario post crisi sarà strutturalmente diverso”. E secondo AssoComunicazione, il mutamento non riguarderà solo il mercato dell’advertising. (Dichiarazioni tratte da assocomunicazione.it) (D.A. per NL)
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