Non solo digital divide ma anche cultural divide

Resi noti i risultati dell’indagine Nielsen sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Saremo soprattutto Technofan?
 
Dall’analisi effettuata dalla società Nielsen per conto dell’Osservatorio permanente sui contenuti digitali e presentata venerdì scorso a Milano emerge un utilizzo più consapevole ed evoluto delle tecnologie da parte degli italiani. Come si legge sul sito dell’Osservatorio, questa modalità di utilizzare gli strumenti tecnologici “dipende non tanto da un uso frequente ed aggiornato delle tecnologie stesse, quanto soprattutto da un approccio consapevole al loro utilizzo, che deriva da competenze e conoscenze acquisite grazie alla formazione, allo studio e al consumo di contenuti culturali e di intrattenimento. E’ necessario quindi parlare non più solo di digital divide ma di cultural divide”. Un dato, questo, già emerso dall’analoga ricerca effettuata nel 2007, e confermato nell’indagine di quest’anno, che presenta aspetti innovativi con riguardo ai tipi di cluster in cui è stata suddivisa la popolazione tecnologica italiana. Lo studio, infatti, attua una distinzione tra Technofan ed Eclettici, i quali si differenziano, fondamentalmente, per la modalità di gestione delle tecnologie nella propria vita. Per i primi la rete è sinonimo di gioco, svago, divertimento, in quanto in essa ricercano contenuti digitali ludici, relazionali e di gruppo. I Technofan, “visitano siti di sport, auto o moto, videogiocano, chattano, comunicano attraverso strumenti di social network, utilizzano il videosharing”, attribuendo notevole importanza all’evoluzione ed innovazione tecnologica del mezzo utilizzato. Si tratta, quindi, di un uso della rete che poco si integra con tutti gli aspetti della loro vita. Al contrario, gli Eclettici usano internet come mezzo per la “gestione dei loro interessi e delle loro attività sociali e lavorative”, dunque come strumento attraverso il quale ricavare informazioni, contenuti culturali ed usufruire di servizi (ad esempio, prenotare le vacanze o effettuare operazioni sul proprio conto corrente), oltre che come mezzo di comunicazione e di intrattenimento. La ricerca ha analizzato anche le dinamiche familiari legate alle diverse modalità di fruizione delle nuove tecnologie, prevedendo una futura Italia costituita prevalentemente da Technofan, cioè da una generazione che vede la rete come gioco. I risultati, infatti, ci dicono che le nuove generazioni nata da famiglie Technofan rimangono tendenzialmente anche loro Technofan, mentre i figli di famiglie di Eclettici tendono a diventare anch’essi Technofan. Ciò deriva sia dalla predisposizione dei giovani a prendere come modello di riferimento i loro coetanei, piuttosto che i genitori, sia dal fatto che, vi è “una grande difficoltà dei genitori nel guidare e affiancare i propri figli nella crescita dell’utilizzo delle tecnologie, in quanto spesso prevale la voglia di essere riconosciuti come esperti e sempre al passo con le ultime novità, mettendo in atto un meccanismo “competitivo” che di fatto riduce il loro ruolo autorevole di controllo”. Lo studio, poi, conferma l’arretratezza del nostro paese nello sviluppo e nella diffusione delle nuove tecnologie e, dunque, nell’uso dei contenuti digitali. Infatti solo il 31% della popolazione utilizza la rete in modo abituale, rispetto ad un 65% che ad internet preferisce la televisione, la radio, i cd e i libri. Quanto alla dieta mediatica quotidiana, dall’indagine emerge che la Digital Generation (le nuove generazioni), utilizzano sempre più i social network, i forum, i blog, la messaggistica istantanea e il fenomeno degli user generated content, espressione con cui si indica la produzione, da parte degli utenti, dei contenuti presenti sul web. (D.A. per NL)
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