Open o non open, questo è il problema!

Open Office diventa un interessante rivale di Microsoft Office; ma quali sono le differenze?


Tutta questione di filosofia? Non più. Si parla anche di prezzi e proprietà. Da una parte si schierano coloro che preferiscono pagare cifre non sempre convenienti per avere software sicuri e professionali. Dall’altra resistono – in realtà stanno per contagiare la prima schiera – coloro che senza spendere un centesimo condividono programmi in versione open source e ne curano lo sviluppo, collaborando spontaneamente e offrendo la propria professionalità al popolo della rete. Il primo presunto vantaggio derivante da questo binomio è piuttosto intuitivo: nonostante sia relativamente semplice “piratare” un software a pagamento, non è più necessario applicarsi per farlo. Il risultato è che la pirateria può progressivamente diminuire e ognuno diventa più libero che mai di scegliere come attrezzare il proprio pc. Questo è solo uno degli aspetti da considerare per differenziare le proprietà, quanto gli utenti, delle diverse tipologie di programma. Per andare più a fondo nella questione è sicuramente interessante osservare l’esempio fornitoci da Office 2007 e 2008 di Microsoft e Open Office di Sun Microsystem. I primi sono rilasciati sotto licenza per un prezzo che spazia dalle 139 alle 925 euro, in base alla versione acquistata; sono di norma considerati più stabili e restano caratterizzati da un’esemplare assistenza tecnica, capace di sbrogliare qualunque disfunzione. Il secondo è un pacchetto i cui utenti sono abitualmente (ed erroneamente) considerati giovani squattrinati con la passione per l’informatica. La realtà è un’altra: governi come Israele, Cina, Venezuela ed enti locali come le province di Pisa e Bolzano in Italia, usufruiscono di questa gamma di software, diventando in qualche modo garanti della loro stessa efficacia. La battaglia è quindi aperta e non suggerisce ancora eventuali vincitori o vinti. Si dimostra però utile notare come il popolo dell’open source stia aumentando, proprio perché sempre più soddisfatto delle prestazioni di software e applicazioni gratuitamente disponibili in internet. Ma tra i due litiganti il terzo gode. Google fornisce infatti, in versione Beta, un servizio che permette di creare la nota triade di documenti (quelli notoriamente abbinati ai programmi Word, Excel e Power Point) direttamente online: si chiama Google Docs e sebbene sia dotato di una quantità minore di opzioni rispetto ai concorrenti, risulta comodo per stilare semplici documenti senza la necessità di avere dei programmi installati sul proprio computer. Gli esperti suggeriscono che qui si celi il futuro delle nostre composizioni, convinti che la versione più moderna dei nostri uffici sia completamente trasferibile su internet. Ci vogliamo fidare? (Marco Menoncello per NL)

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