Ousourcing: appalto o cessione d’azienda?

Sentenza della Corte di Cassazione n. 21287 del 2 ottobre 2006


da European Law

La Corte di Cassazione è intervenuta per la prima volta sulla delicata questione dell’‹outsourcing› di alcuni segmenti o attività aziendali e della sua qualificazione giuridica.

Veniamo innanzitutto alla definizione. Per la Corte “il fenomeno così detto outsourcing comprende tutte le possibili tecniche mediante le quali un impresa dismette la gestione diretta di alcuni segmenti dell’attività produttiva e dei servizi estranei alle competenze di base (così detto core business).”

Tale attività – ha sempre precisato la Corte – può esser realizzata dall’imprenditore attraverso due diversi strumenti giuridici: l’appalto di un servizio o la cessione di ramo di azienda. La scelta dello strumento spetta all’insindacabile giudizio dell’imprenditore.

La differenza è evidente:

– se l’imprenditore cede un ramo d’azienda, trasferisce un segmento di organizzazione produttiva dotato di “autonoma e persistente funzionalità”

– se viceversa l’imprenditore sceglie di sottoscrivere un contratto di appalto di opere e servizi non dismette alcun segmento produttivo, ma si avvale di prodotti o servizi di un altro imprenditore, l’appaltatore.

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram
Send Mail 2a1 - Ousourcing: appalto o cessione d'azienda?

Non perdere le novità: iscriviti ai canali social di NL su Facebook e Telegram. News in tempo reale

Ricevi gratis la newsletter di NL