Privacy, Cassazione: le case di chi è sotto inchiesta devono stare lontane dai riflettori

I giornalisti non rispondono penalmente se sono entrati scortati dagli inquirenti e nella convinzione che ci fossero le autorizzazioni


(Cassazione.net – newsletter n. 91) – Le abitazioni di chi è sotto inchiesta dovranno essere garantite, d’ora in avanti, dai riflettori. Infatti c’è violazione della privacy se l’interno della casa, anche vuota, è ripreso o fotografato. Ecco perché risponde d’abuso d’ufficio e violazione della privacy l’agente che ha consentito l’ingresso nell’abitazione dei cronisti senza autorizzazione. Ma non basta. I giornalisti non rispondono penalmente se sono entrati scortati dagli inquirenti e nella convinzione che ci fossero le autorizzazioni.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 46509 del 17 dicembre 2008, ha confermato la responsabilità penale per abuso d’ufficio e violazione della privacy nei confronti di un ispettore che aveva dato in pasto alla stampa la casa di un indagato.

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